Lia Rumma, magister di civiltà amalfitana. La gallerista (foto), con due importanti spazi espositivi a Napoli e Milano, è la prima  donna a ricevere il riconoscimento dal capodanno bizantino in programma ad Amalfi tra il 31 agosto e il primo settembre. Un titolo che l’antica Repubblica Marinara attribuisce ogni anno a personalità amalfitane di origine o di adozione, che si sono distinte per particolari meriti in uno dei settori di spicco della storia locale.
La cerimonia si svolgerà in costume d’epoca sabato nella cappella palatina di San Salvatore de’ Birecto alle 19.00. Il rito ricalca quello dell’incoronazione medievale dei Duchi di Amalfi. Sarà presente anche monsignore Orazio Soricelli, arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni. Ma il nuovo magister  sarà intervistato il giorno prima, alle 20, in Largo Duca Piccolomini, dalla  giornalista de Il Mattino Erminia Pellecchia.
Il premio è stato deciso dalla commissione composta dai sindaci di Amalfi e Atrani, Daniele Milano e Luciano de Rosa Laderchi, dagli assessori alla cultura Enza Cobalto e Michele Siravo, dal presidente del centro di cultura e storia amalfitana Ermelinda Di Lieto e dagli storici e ideatori della manifestazione Giovanni Camelia e Giuseppe Gargano.
Fu proprio ad Amalfi, negli anni Sessanta, che Marcello e Lia Rumma, all’epoca giovani collezionisti di Salerno poco meno che ventenni, si fecero promotori delle mostre di una nuova generazione di artisti emergenti oltre che di molteplici iniziative culturali.
In particolare Marcello Rumma divenne sponsor e organizzatore di importanti rassegne negli Antichi Arsenali di Amalfi. Tra queste,  Arte Povera più Azioni Povere (1968) a cura di Germano Celant che riscosse un enorme successo di critica a livello internazionale. E 50 anni dopo  Amalfi ricorda che, proprio grazie a quelle iniziative, vennero scritte in città alcune delle più importati pagine della rivoluzione culturale del ’68. Dall’Arsenale presero il via nuove correnti e un moderno sentire nell’arte internazionale.
Per sapene di più
http://www.capodannobizantino.it/

 

 

 

RISPONDI