«Esprimo il cordoglio profondo mio personale e della città di Napoli per la fine terrena del grande Luciano De Crescenzo, uomo di immensa  cultura che ha saputo interpretare al meglio l’anima del popolo napoletano. Persona di estrema intelligenza, enorme cultura e di una naturale simpatia tutta partenopea. Luciano mancherà molto a Napoli e alla sua gente, lo ricorderemo tutti con immenso affetto e gratitudine».
Così il sindaco De Magistris commenta la notizia arrivata da Roma della morte dell’ingegnere (da tempo malato) che, per  scansare l’infelicità, ha cancellato un suo ruolo promettente all’Ibm  diventando scrittore, umorista, filosofo, regista. Il 18 agosto avrebbe compiuto 91 anni.
Credeva nella capacità che ciascuno di noi ha di reinventarsi, concedendosi una seconda possibilità.
Indimenticabile, la sua opera prima, Così parlò Bellavista che fu anche un  film irresistibile. Nel romanzo, l’ingegner De Crescenzo prende lezioni dal professor Bellavista partendo dal concetto che gli  esseri umani  si dividono in 2 specie: quelli che tendono all’amore e gli altri alla libertà. In un ironico e scoppiettante scenario naturale, Napoli.

In alto, De Crescenzo con Mara Venier (foto Ansa). Proclamato il lutto cittadino per sabato 20 luglio, giorno dei funerali di Luciano De Crescenzo a Santa Chiara (10.30)  nel cuore antico di Napoli: sugli edifici pubblici le bandiere saranno poste a mezz’asta.