C’è stato un tempo, a cavallo tra otto e novecento, in cui si andava a teatro per essere. Il teatro aveva il ruolo, allora, di rafforzare le tendenze in atto nella società, creando una sorta di linea guida per gli spettatori. Quello che accadeva sul palco era riflesso di quello che accadeva giù dal palco, e il lavoro rafforzativo di questa trasposizione permetteva al singolo di essere solamente se avesse consuetudine alla sala.
Va da sé che tale contesto desse nessuno o poco spazio per quel teatro d’innovazione e di sperimentazione  basato sulla dissonanza, votato, per così dire a una messa in scena che mettesse in crisi la consuetudine, l’ovvio, il socialmente accettato.
Oggi la scena è cambiata, e il teatro tende ad aprire le sue porte anche a produzioni non acclamate, lontane dai vecchi classici portati nelle programmazioni principali.
A maggior ragione lo fa un Teatro come il Mercadante che sotto la direzione di Luca De Fusco ha raggiunto lo status di Teatro Nazionale uno dei 7 in Italia, unico al sud, in una situazione che da alla Napoli del palcoscenico il compito morale di seguire lo sviluppo di un discorso del teatro che sia riscatto per territori svantaggiati.
In questa ottica la produzione del Ridotto, dal 2004 finestra sul teatro contemporaneo dello Stabile, diventa osservatorio importante e prova di relazione con produzioni che resterebbero non del tutto esplorate.
Una rassegna di 11 spettacoli e varie collaborazioni che vede in campo molti giovani, allievi dello Stabile ma anche studenti dell’Accademia delle belle arti, ma anche spettacoli e voci già affermate in ambito teatrale e musicale che per motivi intrinseci si pongono all’infuori del tabellone principale.
Si comincia a metà novembre con un programma Ridotto solo nel nome: dal 14 al 17 novembre, La ballata del carcere di Reading di Oscar Wilde diretta e interpretata da Roberto Azzurro. Azzurro si calerà nei panni di  Wilde, recitando in prima persona i versi della ballata, scritta e corretta tra il carcere, il soggiorno in Francia e quello di Villa del Giudice a Posillipo, che conserva in questo ultimo tratto il suo legame con la Napoli di fine ottocento.

Qui sopra, Wilde interpretato da Roberto Azzurro. In alto, la rassegna Dissonanzen
Qui sopra, Wilde interpretato da Roberto Azzurro. In alto, l’ensemble Dissonanzen

Lo spettacolo, sarà musicato dal compositore Matteo Cocca, che farà da contrappunto alla parte recitata con un repertorio di straordinari classici per pianoforte.
Dal 3 all’8 dicembre, Replay, pressing logorroico per attrice sola con cane,  di
Angela Pagano. La pupilla di De Filippo, mette in scena uno stralcio della sua vita da appassionata di Calcio, e della sua intrinseca battaglia per chi vede nella sua fede romanista un contrasto palpitante con il suo percorso di donna e di professionista del palco, che le ha visto condividere le scene con Viviani e De Filippo, o la sua carriera di attrice sotto il segno di Giuseppe Patroni Griffi.
Riflettori su Psychosis 4.48  l’11 dicembre,  nell’ambito di un convegno a 20 anni dalla morte di Sarah Kane, curato dal consigliere D’Avascio. Lo Stabile ha sempre avuto un’attenzione particolare per il teatro contemporaneo. Sarah Kane, autrice grandissima, molto rappresentata negli anni a cavallo del suo suicidio, viene ricordata con uno spettacolo interno al convegno I am much fucking angrier than you think: Sarah Kane vent’anni dopo. Una due giorni dal taglio accademico e che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Graham Saunders, considerato il maggior studioso di Sarah Kane al mondo. Sarà anche un momento ludico, con lo spettacolo e una performance ad hoc in chiave rock.
Tony-Laudadio-autore-e-interprete-di-Tossine-(4)Dall’8 al 19 gennaio sarà in programma Tossine, di Tony Laudadio e con Monica Nappo , una commedia sui veleni che si sviluppano nei rapporti di coppia. Uno spettacolo con un’anima noir non priva di humor. Una critica alla routine dei rapporti di coppia sedimentati, che vedrà in scena una coppia apparentemente affiatata convinta di conoscersi davvero bene e un killer premuroso e distratto.
Dal 30 gennaio al 9 febbraio Oh scusa dormivi di Jane Birkin, proposto da Anna Mirante, una donna si sveglia nel cuore della notte cominciando relazione sulla vita di coppia, in un clima vagamente surreale, dato dalla situazione, e con un ritmo serrato e una narrazione avvincente. La Birkin ha assicurato la sua presenza il giorno della prima.
Il dito dal teatro kosovaro, in scena dal 20 febbraio al 1 marzo a opera di Carlo Sciaccaluga, attore e regista presso lo stabile di Tirana. Dalla sceneggiatura originale di Doruntina Basha, si racconta un episodio molto comune negli scenari di guerra, compresa quella di Kosovo:  un uomo è scomparso, la moglie e la madre di questi si confrontano in una serie di dialoghi che costruiscono mondi ideali in cui le dinamiche familiari si mescolano ai mondi ideali in cui ci si rifugia per sfuggire al dolore del lutto.
Dal 10 al 15 marzo andrà in scena lo spettacolo Penelope, interpretato da Teresa Timpano. In questa occasione il teatro si sposta, fino a Reggio Calabria in quello slancio morale che fa dell’unico teatro nazionale del sud il responsabile di una programmazione che non tiene conto dei regionalismi in una area geografica svantaggiata. La produzione è di Scena Nuda-Festival Miti Contemporanei e Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.
Uno scambio che viene da una responsabilità, come dice Luca De Fusco: l’unico teatro nazionale del sud ha il dovere di favorire coloro che cercano portare avanti il teatro d’arte in una regione desertificata da questo punto di vista.
Il territorio svantaggiato non è qui elemento affossante ma elemento di forza. Un lavoro che nasce dall’incontro di un regista veronese e un’attrice calabrese con il desiderio profondo di portare il mondo femminile del sud Italia, in scena.
Dal 26 marzo al 25 aprile, Eden di Fabio Pisano, che presenta un suo testo inedito. La vicenda riguarda le dinamiche di coppia di due di due vecchi  (e su questo termine Angela Pagano puntualizza: si dice vecchi, non anziani, sono due cose diverse) che iniziano a dimenticare, e per affrontare questo disagio, iniziano a raccontare e raccontarsi, mentre dimenticano, e per non dimenticarsi si scoprono per la prima volta.

Qui sopra, Angela Pagnao. Al centro, Tony Laudadio
Qui sopra, Angela Pagnao. Al centro, Tony Laudadio

Dal 23 aprile al 3 maggio, Napoli mon amour di Alessio Forgione, interpretato da Rosario Sparno, Napoli Mon amour è la storia di una condanna, quella di vivere una Napoli azzurro tradimento, contrapposta a quel fuori ipotetico a cui almeno una volta i napoletani hanno aspirato. Una storia affrontata senza cinture di sicurezza. Una sfida: quella di raccontare la Napoli contemporanea senza cedere al banale o descrivere una cartolina.
Selene – personaggi in cerca di libertà,  dal 14 al 24 maggio 2020, chiude questa ricerca attiva nel contemporaneo. Un progetto che nasce dall’incontro tra allievi del Mercadante e quelli del Belle Arti di Napoli. Una poetica che  specchio delle anime, in uno spettacolo che si scopre gradualmente, con un viaggio attivo nella capacità di lasciarsi sorprendere dal teatro al fine di sorprendere.
Extra, dall’8 al 10 maggio 2020 nella sala Assoli Dov’è la vittoria, per la regia di Giuseppe Maria Martino, un testo a sei mani ispirato ad un personaggio politico attuale, che non viene mai nominato,
Le collaborazioni musicali vedono in Dissonanzen 2019 , a cura dell’associazione Scarlatti che quest’anno presenta un documentario per il centenario dalla sua fondazione e e insieme al Teatro stabile presenta la sua rassegna in quattro appuntamenti:
il 19 novembre Li duo Soli 2, il 20 novembre Omaggio a Luciano Berio, il 23 novembre Dialoghi Atipici, il 24 novembre Folia per Ensemble.
Per finire  il Mercadante ospita Teatro Match, da un’idea di Gianmarco Cesario, che contrappone in ideali incontri grandi nomi del Teatro, in un confronto che partirà il 24 ottobre con La grande Magia – La Tempesta, quindi con il confronto tra De Filippo e Shakespeare, un paragone tra autori di teatro, con votazione popolare, e esperti di teatro assurti a difensori dei vari autori. Le opere in confronto sono quelle in cartellone tra San Ferdinando e Mercadante.
A differenza del format iniziale viene meno la dinamica dell’eliminazione, che vede un dialogo tra esperti e pubblico in un dialogo
Una rassegna che fa conoscere una dimensione del teatro assimilabile al talk show, ma non banale, con una serie di incontri scontri azzardati, tra commedia, tragedia. Una stagione ricchissima, con colpi di scena auspicati e l’emergere di una teatralità che si rinnova nell’apertura totale alla sperimentazione, assurgendo a quello status di arte privilegiata, che come diceva Ionesco, che non si snatura se cerca l’oltre. Perché come diceva il grande maestro del teatro dell’assurdo il destino del teatro è il seguente:  essere tra le arti la più aperta a sperimentazione, costretta a inseguire il futuro invece che rafforzare quanto già scritto.
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