Traccia un bilancio dell’edizione 2018 appena terminata, Ruggero Cappuccio. Direttore artistico del Napoli teatro Festival per il secondo anno consecutivo, lancia le sue impressioni a caldo, dopo le polemiche su un programma per alcuni troppo affollato di appuntamenti, in una lunga chiacchierata sull’emittente del Suor Orsola Benincasa, Run Radio nell’ultima puntata di Festival Campus (condotta da Rosanna Astengo e Marcello Polverino foto e curata in regia da Stefano Esposito) che andrà in onda lunedì 16 alle 16.
«Un festival strutturato in questo modo – spiega- permette allo spettatore di fare le proprie scelte e di costruire il proprio percorso».
Una scelta premiata dal pubblico, con vendite di biglietti senza precedenti nella storia del festival, che conferma l’efficacia della politica dei prezzi per un teatro accessibile a tutti: E incalza: «A chi interessa la cultura in Italia? Io la risposta ce l’ho: soprattutto a persone che dispongono di redditi molto modesti, nell’arco dei 30-35 anni dove troviamo giovani disoccupati, giovani precari. I ricchi in Italia o sono filantropi o collezionisti, ma le fasce sociali che sono interessate alla musica, teatro in prosa o al dramma sono quelle con scarsissime disponibilità economiche».
Infine, lancia un appello per il futuro: potenziamenti strutturali, un maggior interesse da parte delle istituzioni e soprattutto più finanziamenti che permettano di rispondere alla domanda sempre crescente di cultura e che impegna l’organizzazione durante l’intero anno, con un’edizione invernale destinata agli studenti delle scuole medie e superiori.
 «Il festival  – conclude- dispone anche di una sezione invernale che si celebra in dicembre e che sostiene tutti i teatri di periferia di Napoli e tutti i teatri dei quartieri popolari con alta densità di disagio, parliamo del Nuovo teatro sanità appunto nel quartiere Sanità o del Nest a San Giovanni a Teduccio e così via…».
“Festival Campus” è disponibile in podcast sul sito www.napoliteatrofestival.it