Cleto Munari. Jewelry design. Fino al 9 gennaio il Museo archeologico nazionale di Napoli (Mann) ospita la mostra che è un luccichìo di 140 gioielli. E racconta il percorso del maestro italiano dell’oreficeria. Le teche, esposte nella sala del plastico di Pompei, accolgono anche 30 manufatti disegnati da altre personalità di spicco e riprodotte sempre dallo stesso Munari, come Riccardo Dalisi, Ettore Sottsass, Mimmo Paladino e Sandro Chia solo per citarne alcuni.


Il colore vibrante dell’oro 18 carati si adorna di diamanti, coralli, lapislazzuli, cristalli di rocca e altre pietre preziose incastonate come in un Tetris per dare vita a soggetti come grattacieli, scacchiere, spazi metafisici da indossare, porzioni di galassie, dettagli anatomici.
Un occhio di riguardo va all’anello-tempio che omaggia Atene e le sue Cariatidi e a quello sul ventennale dell’ 11 settembre.
Per chi non conoscesse questa poliedrica personalità, ricordiamo che Munari è goriziano e vive e lavora a Vicenza. Dopo un percorso nell’industria meccanica incontra Carlo Scarpa nel 1973, uno dei maggiori designer e architetti italiani del 20esimo secolo. E’ così che inizia il suo interesse per il mondo del design e delle arti applicate che lo porterà a ricerche e sperimentazioni almeno per un decennio, fino ad arrivare a collaborare con personalità internazionali e realizzando i suoi oggetti più famosi che faranno il giro dei maggiori musei del mondo.


In quello stesso periodo, fonda la sua azienda in cui è sempre stato attento a contornarsi di artigiani veneti, i maestri per eccellenza per ciò che riguarda la lavorazione dei metalli preziosi per esempio o anche del vetro, naturalmente.
Dal 1990 al 2005, infatti, si stabilisce a Venezia immergendosi nella progettualità vetraria ed è proprio dai primi anni 2000 fino a oggi che spazierà negli ambiti di design più disparati: dagli oggetti di arredo, alle lavorazioni in pelle, ai tappeti.Il design è sempre stato legato ad un ambito un po’ di nicchia, anche se, riflettendoci, siamo circondati da oggetti e spazi che con molta probabilità sono frutto di sperimentazioni, molto più di quello che crediamo.


Il design è prima di tutto progettazione, una visione più ampia che punta a cambiare il quotidiano in qualcosa di extra-ordinario, dalle penne ai tavoli, dalle scale alle porte.
Quella dei gioielli, è la mostra che consacra Cleto Munari a un pubblico più vasto che oggi può farsi un’idea di cosa vuol dire coniugare la progettazione alla visione creativa e allo stile, tutti principi diversi tra loro ma che creano un connubio completo. Nelle sue linee e nelle sue geometrie, possiamo ritrovare tutta la storia della sua istrionica formazione.
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In foto, scorci della mostra

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