La grande musica per chi va in costiera amalfitana e per chi resta in città. Sabato 17 luglio, Ravello Festival propone l’appuntamento con una delle migliori realtà musicali del territorio: lOrchestra Filarmonica di Benevento che, dopo l’ottimo debutto dello scorso anno, torna sul Belvedere di Villa Rufolo, alle 20.
Sul podio, Fabio Biondi, una delle figure più interessanti del mondo musicale italiano. Direttore e violinista è il fondatore del complesso “Europa Galante” che nel giro di pochissimi anni, grazie anche ad un notevolissimo successo discografico, è diventato uno degli ensemble specializzato in musica antica più famoso e premiato in ambito internazionale.
Mendelssohn tra Beethoven e Schumann, questa la triade proposta da Fabio Biondi. Il programma si aprirà con, l’Ouverture dal balletto “Le creature di Prometeo”, op.43, di Ludwig Van Beethoven, composta nel 1801, pagina che in un susseguirsi di idee musicali fresche e brillanti e sempre pregnanti dal punto di vista ritmico ci può riportare a un classicismo che ci riconduce a Canova.
Si passerà poi, alla trascrizione per violino, che lo stesso Robert Schumann fece del suo concerto per violoncello. Il concerto si chiuderà con una creazione di un Felix Mendelssohn-Bartholdy appena quindicenne, la “Sinfonia in do minore”, la prima, che ha in nuce già tutti i caratteri dello stile maturo del grande compositore.
“Serenate”, invece, è il tema del concerto della Nuova Orchestra Scarlatti che si terrà sabato 17 luglio 2021 alle 19, a Napoli nella Chiesa dei SS Marcellino e Festo, in Largo San Marcellino 10, con musiche di L. van Beethoven, R. Strauss, A. Dvořák e altro ancora.

Qui sopra, i Fiati della Scarlatti. In alto, Biondi


I Fiati della Nuova Orchestra Scarlatti sono i protagonisti di un appuntamento cameristico ricco di suggestioni e colori. Tra i brani in programma, il Rondino per ottetto di fiati composto da un Beethoven poco più che ventenne: un dolce e luminoso addio al ‘700.
Si passerà poi al tardo ‘800 tedesco con la Serenata per 13 strumenti (1881), in cui Richard Strauss, a soli 17 anni, ripensa Mozart e Mendelssohn in un raffinato equilibrio tra sensualità e delicatezza. Si chiuderà in bellezza con la Serenata in re minore op. 44 (1878) di Antonín Dvořák, lo ‘Schubert boemo’, che in una forma classica perfettamente assimilata, riversa con vena felice tutti gli accenti della sua musicalissima patria. Un ascolto tutto da godere.
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