Il teatro è un’utopia possibile che salva l’anima. Ne è convinto il drammaturgo napoletano Enzo Moscato (foto) che ha appena concluso il “LabOratorio Rasoi” tra scrittura e vissuto personale, con la cura di Anita Mosca e Claudio Affinito, che ha diretto e condotto in Sala Assoli dal 21 settembre al 10 novembre, punto di partenza della stagione napoletana 2020-2021 di Casa del Contemporaneo.
Seguito da 23 allievi in un viaggio nel teatro e nella drammaturgia come strumento di confronto e elaborazione di esperienze personali, forma di partecipazione attiva alla vita delle comunità di artisti e delle persone che ne seguono i percorsi.
Poeta e scrittore, autore, attore e regista del suo teatro, della sua Visione, Moscato ha scelto una strada unica e tutta personale. Moscato ha diviso il suo ‘semi-lab’ (seminario-laboratorio) in quattro fasi partendo dalla messa in comune del suo mondo drammaturgico, ripercorrendo il debutto con “Carcioffolà” e la prima fase della sua produzione drammaturgica.
Ha chiesto ai partecipanti fin da subito di portare frammenti, proposte, sogni scritti. La fase tre è stata dedicata al lavoro di ‘corporificazione’ dei testi proposti e infine si è approdati all’ultimo capitolo. Un atto di resistenza teatrale.
Mentre proseguono le prove di Occhi gettati”, una coproduzione Casa del Contemporaneo/Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, in cartelome per il San Ferdinando, rinviato a data da definire.

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