Sull’incontro tra letteratura e storia, sulla narrazione di appassionanti viaggi nel tempo e straordinarie avventure nel rispetto della realt  storica si concentra l’evento organizzato stamattina ( venerd 6 febbraio) all’universit  “Suor Orsola Benincasa” di Napoli.
. Conversando con lo scrittore Marco Salvador sul tema “Dalla storia al romanzo, costruire la narrazione dentro gli eventi del passato”. Intervento del rettore Francesco De Sanctis e introduzione del professore Federico Marazzi.
Marco Salvador è uno degli scrittori italiani che negli ultimi anni si è cimentato con maggiore successo nel genere del romanzo storico la sua trilogia del “Longobardo” ha appassionato i lettori raccontando episodi poco noti con estremo rigore storiografico, descrivendo luoghi e scene di vita quotidiana con uno stile narrativo avvincente.
L’incontro è l’occasione per presentare l’ ultimo libro, “Lapis Lydius”, edito dal “Suor Orsola Benincasa”.
Un racconto ambientato a San Vincenzo al Volturno alla fine dell’VIII secolo, quando il grande monastero fondato dai longobardi di Benevento divenne preda dei franchi conquistatori. Sullo sfondo della vicenda, le congiure e le trame politiche che segneranno la vita della congregazione dei monaci.
“Il libro è un tentativo di realizzare, attraverso la forma letteraria, un racconto storico per rendere più accessibile l’archeologia e far conoscere le vicende di un luogo ricco di importanza storica come San Vincenzo al Volturno”, spiega Marco Salvador.

“Lapis Lydius” è stato realizzato confrontandosi con gli archeologi del “Suor Orsola Benincasa”, che da dieci anni conducono scavi a San Vincenzo al Volturno…
“L’esperienza è stata molto interessante. Io ho curato la parte letteraria del racconto romanzato, il team di ricercatori del Suor Orsola Benincasa guidato dal professore Federico Marazzi e impegnato negli scavi si è occupato della storia del luogo e del sito archeologico”.
Il monastero benedettino di San Vincenzo aveva una posizione geografica strategica…
“S, poich era situata in un’area di confine tra la dominazione franca nel Nord Italia e quella longobarda nel Sud. Per i franchi poteva essere la bocca di ingresso per occupare il ducato di Benevento e quindi aprire la strada alla conquista del territorio meridionale”.
Nel corso dei secoli quali furono le vicende del monastero?
“Fu saccheggiato una prima volta dai Saraceni nell’881 e successivamente, a causa dei continui pericoli provenienti da bande di ladroni, i monaci decisero di ricostruirlo lungo la riva destra del Volturno in una posizione più sicura e fortificabile, che è quella attuale. La costruzione del nuovo monastero risale al XII secolo. Poi nel 1832 un contadino del luogo scopr i resti del vecchio monastero e agli inizi del novecento si avviarono gli interventi di studio e restauro”.
L’incontro del Suor Orsola Benincasa è un’occasione di riflessione sull’importanza storica di questi tesori…
“Ah, io sono un friulano innamorato del Meridione. Mi fa tanta rabbia constatare il modo in cui è trattato dai mezzi di comunicazione e le situazioni di degrado costantemente denunciate. Avete un patrimonio culturale straordinario la zona del Gargano, per esempio, ha da sola un valore storico di gran lunga superiore a quella della mia terra friulana o della zona padana. Per questo motivo ho ambientato i miei ultimi romanzi storici in terra del Sud”.
Quali sono gli elementi fondamentali per realizzare un romanzo storico?
“Chi utilizza la storia deve farlo in modo corretto, altrimenti diventa un racconto fantasy. L’ambientazione deve essere curata con molta attenzione, anche l’uso delle parole è estremamente importante. Le faccio un esempio in Friuli tra il VII e l’ VIII secolo non si conosceva il significato della parola “esplosione”, quindi chiunque ambienti in quel periodo storico un romanzo e attribuisca a un personaggio friulano quella parola commetterebbe un grave errore”.
Ilmetodo di lavoro che segue nella stesura dei suoi romanzi? Come si documenta, che tipo di ricerche fa?
“Faccio una lettura sui testi generali riferiti al periodo che mi interessa, poi cerco testi specifici per i luoghi e gli anni in cui voglio ambientare la mia storia. Successivamente cerco in archivio documenti e atti per ricostruire la microstoria e infine contatto gli archeologi del territorio, per poter vivere il luogo che poi racconterò. Le faccio un altro esempio in un mio romanzo non posso raccontare che un determinato percorso ha la lunghezza di alcuni chilometri se nella realt  è di poche decine di metri”.
In terra friulana le figure dei cantastorie erano molte diffuse durante la sua infanzia. Hanno avuto un peso importante nella sua formazione?
“Certo, sapevano raccontare episodi e fatti riguardanti la storia del loro territorio in un modo tale da affascinarci. Ci rapivano con i loro racconti gentili, resi poi più esasperati quando passavano tra i tavoli delle osterie, dove acquistavano particolari e sfumatu            6                  «    oè è á«sptLlibrined dd dpG7eEèHlèNO» OJe
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»E  »RLIKERESETeNULLSHARESLAVErPSIGNre. La loro era pura narrazione orale, non recitavano”.
Lei ha un sito internet (www.marcosalvador.com). Che rapporto c’è con i suoi lettori? Riceve molti messaggi e ha uno scambio di opinioni con loro?
“Ricevo molti messaggi ed e-mail da parte di tante persone, cerco sempre di rispondere a tutti. Addirittura alcuni miei lettori ripercorrono i tragitti che narro nei miei romanzi, per rivivere le descrizioni appena lette mi raccontano le sensazioni provate in quel momento e magari fanno anche delle segnalazioni su alcune mie imprecisioni. Il target dei miei lettori è di cultura medio-alta, sono persone che masticano gi  gli argomenti da me trattati”.
In effetti il periodo storico che fa da sfondo ai suoi romanzi non è quello più amato dagli studenti…
“No, ma c’è una ragione ben precisa. Dopo il Risorgimento si è voluto creare una storia per glorificare la casa Savoia e quindi si è dato enorme importanza al ruolo dei re piemontesi, a loro uso e consumo. Da qui il ruolo centrale attribuito alla storia contemporanea. Sto aspettando che qualcuno di voi meridionali racconti tutta la verit  sulla dominazione dei Borbone, sul loro sistema assolutistico che mise in ginocchio il Sud”.
Il 4 febbraio è uscito in libreria un altro suo romanzo, “La palude degli eroi” (Piemme editore, pagg. 501, euro 20,00), imperniato sulla figura di Ezzelino da Romano. Un personaggio che le leggende vogliono spietato e cinico…
“Nel romanzo cerco di rivalutarlo dopo tutto ciò che è stato narrato su di lui dai guelfi di parte papale. Anche Dante Alighieri, il grande mentitore, lo descrive “di pel nero” mentre in realt  era rosso. Ezzelino non era migliore di altri personaggi, ma nemmeno cos terribile come lo si è presentato. Anche in questo romanzo ho cercato l’obiettivit , la ricostruzione della storia con attinenza ai fatti”.

In alto, Marco Salvador; sotto, il monastero di San Vincenzo e la copertina del libro

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