Chiude con la bellezza della gestualità creativa la rassegna “Classico contemporaneo” diretta da Gianmarco Cesario e Mirko De Martino, organizzata dal teatro dell’osso e dal teatro Tram, in collaborazione con Mestieri del Palco. Ecco la quarta edizione di Vissi d’arte, il teatro racconta i pittori.
Suggestiva e carica di emozioni nella calda estate napoletana, la manifestazione Classico contemporaneo  si è svolta anche quest’anno nel bellissimo chiostro del convento di San Domenico Maggiore, nel cuore antico di Napoli, dove hanno lasciato un forte segno  tra gli altri, San Tommaso d’Aquino, Giordano Bruno e Tommaso Campanella.
Oggi, venerdì 31 agosto, alle 21, in un’unica serata, quattro corti teatrali  di quindici minuti ciascuno, diretti da  registi differenti e con diversi cast.
Protagonisti: Frida Kahlo, Van Gogh, Caravaggio e il futurismo. L’idea della serata nasce da un workshop condotto al teatro Tram a giugno: venti attori e cinque registi sono stati chiamati a lavorare insieme su testi non teatrali scritti da grandi artisti.
Ogni regista ha rielaborato lo spunto di partenza: per Frida Kahlo (foto), Gennaro Monforte è partito da uno scritto in cui la pittrice racconta suo marito Diego Rivera e il loro tormentato amore;  su una lettera di Vincent Van Gogh al fratello Theo si concentra il lavoro di Sharon Amato, che colloca il pittore olandese in Francia al momento del suo primo arresto; Fabio Di Gesto mette in luce l’irriverente manifesto tecnico della pittura futurista in stile cabaret provocatorio, veloce e pieno di ritmo mentre le parole di Roberto Longhi, il grande storico di Caravaggio, ispirano la regia di Riccardo Pisani dedicata ai simboli e alle immagini del pittore, in costante dialogo tra passato e presente.
Sabato 1 settembre, luci su Oskar Kokoschka con “La sposa del vento” di Sergio Casesi che propone la vita, l’amore e gli spettri dell’autore austriaco, la sua arte, la sua pennellata, le sue visioni… Oskar rivivrà momenti della sua vita, attraversando un turbine di emozioni vasto e articolato, affiancato dalla sua Alma, e da una sua proiezione, e da fantasmi e mostri che gli faranno visita sbattendogli in faccia scomode realtà…
Domenica 2 settembre ci sarà El Greco in “La stranezza e l’eterno”  di Antonio Gargiulo. Omaggiare a un maestro visionario (1541-1614), capace di immaginare modalità d’arte nuove due secoli prima di quanto la società sarebbe stata capace di accettare.
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