Una voce brillante e agile quella del giovane soprano Laura Esposito. Classe 1995, laureatasi la Conservatorio San Pietro a Majella con il massimo dei voti e menzione d’onore, ma calca palcoscenici importanti già dall’infanzia.
Il suo è un percorso da fiore all’occhiello per la formazione operistica partenopea. L’abbiamo incontrata in occasione della sua partecipazione al concorso 1º Concorso di Canto lirico virtuale SOI Scuola dell’Opera Italiana Fiorenza Cedolins” Seconda edizione 2021, per il quale gareggia da finalista con il bellissimo video “Je veux vivre” da Romèo et Juliette di C.Gounod“, che mescola Vacanze romane alla sua interpretazione in video.

Immagine per gentile concessione di Laura Esposito

Il video può essere votato fino al 12 maggio 2021, scrivendo esclusivamente sotto di esso sulla pagina Facebook del concorso “Io voto Laura Esposito”. I vincitori saranno annunciati in diretta Instagram il 16 maggio 2021, sull’account SOI Fiorenza Cedolins Competition.
Laura come si è appassionata all’opera?
Inizialmente mi sono appassionata al teatro, perché facevo parte del gruppo teatrale della Pietà dei turchini di Napoli. Era un gruppo di teatro sonoro, teatro e musica si mescolavano. Al canto invece mi sono appassionata attraverso il coro della scuola media, venni scelta come solista fin da subito e vincemmo molti concorsi di musica leggera. Proprio la professoressa che guidava questo coro mi propose di andare a far parte del coro delle voci bianche del teatro San Carlo di Napoli. Avevo solo dodici anni, ero giovanissima ma passando quell’audizione ho iniziato ad amare il canto lirico. Quest’esperienza è stata molto importante, ricordo ancora l’emozione di salire per la prima volta su un palcoscenico così grande e importante, vedere davanti a me il teatro più bello del mondo, come è riconosciuto essere il teatro San Carlo di Napoli. Con il coro delle voci bianche ho cantato le prime opere, tra di esse ricordo con emozione la Carmen. Terminata l’esperienza del San Carlo, durante gli anni delle scuole superiori, ho proseguito gli studi privatamente.
La sua famiglia l’ha sempre appoggiata in questo percorso?
La passione per la lirica è comunque una passione di famiglia, in casa si è sempre ascoltata tanta musica, di ogni genere, ma soprattutto l’opera. Le opere più amate in casa erano Il Flauto magico di Mozart e La Bohème di Giacomo Puccini. Loro mi hanno sempre sostenuta e supportato negli studi artistici, anche quando, come spesso accade al termine dell’adolescenza, ero dubbiosa sul percorso di vita da intraprendere. La mia famiglia mi ha appoggiata, non avrei mai potuto seguire un’altra strada, questa è la mia vocazione e indole, sono molto contenta di questo, perché nonostante le difficoltà che gli artisti devono affrontare non riuscirei a vedermi diversamente.
Il Conservatorio di Napoli è una delle realtà più importanti d’Italia. Lei si è laureata lì.
Si, i miei studi si sono perfezionati al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, uno dei più importanti d’Italia, assieme a quello di Milano e al Santa Cecilia di Roma. Sono davvero onorata di aver portato a termine il mio percorso di studi a San Pietro a Majella, con lode e menzione d’onore, ne vado molto fiera. Sinceramente non me lo aspettavo, perché sono stati degli anni belli ma non facili.
Ha avuto difficoltà? Gli insegnanti sono molto duri?
Non sempre ti senti capita, ho dovuto lavorare tantissimo, la mia non è una voce che nasce naturalmente impostata. Alcuni fortunati sono facilitati dalla natura, certo si deve sempre studiare, ma è una marcia in più, chi non ha una voce liricamente impostata fa più fatica. Non avendo questa dote ho dovuto lavorare il doppio, non sempre appoggiata pienamente da alcuni insegnanti, questo mi ha reso il percorso più difficile anche nella ricerca del mio repertorio. Certe volte mi sentivo comoda su un repertorio belcantistico, quando invece mi veniva proposto un repertorio più soubrettistico. Certo avrei voluto subito lanciarmi, fare concerti in contesti protetti, spesso mi veniva impedito per evitare che mi esponessi troppo,o dovuto lottare. Superati i primi anni, con l’accesso alla specializzazione l’orizzonte è molto cambiato, ho trovato riscontro e supporto.

Immagine per gentile concessione
di Laura Esposito

Tra gli insegnanti che ha incontrato durante il suo percorso c’è qualcuno che l’ha segnata particolarmente?
La mia vita vocale è cambiata però quando ho conosciuto la mia insegnante privata Donata D’Annunzio Lombardi, nella sua scuola Stage D’altro canto. È stata la mia mentore e guida, fondamentale per la mia crescita vocale, le devo moltissimo perché mi ha insegnato dalle fondamenta del canto, a muovermi e a stare in scena.
Non solo studio però, ha già calcato i palcoscenici della penisola.
I concerti degli ultimi tre anni mi hanno insegnato molto, mi hanno aiutata a crescere. Il mio consigliere, il mio insegnate è stato tantissimo il palcoscenico. Sono passata attraverso varie opere studio, tra le quali la più importante per me è stata Leos Carlos Felice, che è l’opera Yougest program del Teatro Carlo Felice di Genova, tramite il quale ho potuto debuttare con quattro opere. I ruoli di Norina nel Don Pasquale e Desipina nella Serva Padrona sono quelli a cui mi sento più legata, mi hanno dato una grande carica. Ho fatto esperienza di Puccini a Torre del Lago, poi al Teatro Goldoni di Livorno, insomma in vari contesti, debuttando sia in ruoli principali che più piccoli. Ogni ruolo è comunque formativo.
Chi sono i suoi miti, i suoi modelli?
Guardo sia ai cantanti del passato che ai contemporanei, credo fermamente che sia importante valorizzare anche gli artisti contemporanei. In molti guardano esclusivamente ai mostri sacri del passato, un passato certamente glorioso, ma io considero eccezionali alcuni contemporanei e vanno riconosciuti. Un modello del passato classico è sempre Maria Callas, ma individuando una vocalità alla quale vorrei assomigliare tecnicamente, a cui mi hanno associato per il timbro, direi Anna Moffo. Guardando al presente, certo oltre alla mia insegnante che per me è un modello di perfezione tecnica, stimo moltissimo Lysette Oropesa che di recente abbiamo visto nella Traviata andata in onda sulla rai. Un’altra cantante straordinaria per me è Nadine Sierra. Quando devo studiare qualcosa entrambe sono per me un punto di riferimento.
Tra i personaggi che ha interpretato qual è quello che le è rimasto nel cuore?
Come dicevo Norina nel Don Pasquale, l’opera buffa in tre atti di Gaetano Donizetti, è il ruolo che fino a ora mi ha dato più soddisfazione, anche Susanna nelle Nozze di Figaro di Mozart, ma per Norina ho un amore speciale spero di tornare a interpretarla.
E in futuro, quali ruoli le piacerebbe interpretare?
Sono tanti, il sogno per eccellenza del soprano resta Violetta, ma questo è un ruolo per il quale serve una maturità vocale solida. Più vicino a me, alla mia voce da repertorio lirico leggero, è il sogno di Gilda nel Rigoletto. Meglio sognare qualcosa adatti alla mia voce attuale.

Immagine tratta dal video “Je veux vivre” da
Romèo et Juliette di C.Gounod

Interpretando “Je veux vivre” da Romèo et Juliette di C.Gounodsi è posizionata tra i finalisti del concorso indetto per il secondo anno da SOI Scuola dell’Opera Italiana Fiorenza Cedolins. Come vive quest’esperienza?

Partecipare al “1º Concorso di Canto Lirico Virtuale SOI Scuola dell’Opera Italiana Fiorenza Cedolins” Seconda edizione 2021 è in questo momento una bellissima opportunità. Ovviamente sono contenta e onorata di essere arrivata in finale, che il mio video sia tra i più votati. È un periodo difficilissimo per gli artisti, per la mia categoria, i giovani che iniziano a muoversi nel mondo dell’opera, ci sono molte difficoltà, concorsi saltati che non consentono di fare esperienza, lavorare.

Il logo della SOI


Si tratta di un concorso online, una modalità criticata da molti ma che ha assunto a seguito del momento in cui viviamo una valenza capitale per gli artisti. Cosa ne pensa?
In principio ero titubante rispetto alla modalità virtuale, ma ora ne vedo i benefici, l’opportunità che costituisce per chi canta l’Opera. Uno degli aspetti più belli, di questo concorso così strutturato, è il patrocinio di artisti di grande levatura, la giuria è composta da ottanta elementi prestigiosi del mondo della musica classica e dell’opera. Sono molto fiduciosa anche perché non si tratta di arrivare solo sul podio, i premi e le opportunità sono per tante categorie. Sarei felice di arrivare sul podio, chiaramente, ma anche essere in un’altra categoria può darmi soddisfazione.
©Riproduzione riservata

Ecco il link del video proposto da Laura Esposito e visionabile
sulla pagina del concorso
https://www.facebook.com/SOIFiorenzaCedolins/videos/290350642485286

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