Se il pubblico non si annoia e applaude con calore sincero,  vuol dire che lo spettacolo ha fatto centro. E’ quello che è successo nello scorso weekend,  in un piccolo teatro napoletano di via Carlo De Cesare 9, i Quartieri Airots, alle spalle di Piazza Trieste e Trento, un vero e proprio cantiere della messinscena che offre spazio alle compagnie indipendenti.
Sul palco, “Carlotta e il giovane Werther”. Un titolo da far sobbalzare gli appassionati di Goethe e gli studiosi di germanistica al grido: giù le mani dal manifesto del movimento Sturm und Drang (in italiano tempesta e assalto,  importante corrente culturale sviluppatasi tra il 1765 e il 1765 contro gli schemi consolidati del tempo), ma anche del romanticismo prodotto dal giovane Johann Wolfgang  che diventerà poi l’intoccabile olimpico autore, emblema della letteratura tedesca, come il nostro Dante in quella italiana, Poeta per eccellenza.  Carlotta, la donna per cui Werther si toglie la vita (nei  I dolori del giovane Werther), diventa protagonista? Una possibilità da far venire i brividi…
E i brividi arrivano per la sorpresa di un testo che si rinnova, toccando le corde del cuore in platea. Tutto si apre e si chiude in una serra dove Lotte (diminutivo della Carlotta wertheriana interpretata da Federica Di Cesare) vive i suoi giorni da reclusa in casa,  divisa tra le faccende  domestiche che l’assorbono, dedita ai fratelli e al padre, vessata da un marito ottuso e dispotico, Alberto (cui dà voce Massimo Sconci).
Carlotta, però, non stende solo i panni, cucina, pulisce dove può, ma sogna a occhi addolorati. E il suo sogno si chiama amore puro che si materializza nei panni di un giovanotto a piedi nudi Werther, appunto, ovvero l’attore Lorenzo Giovannetti che canta e suona la chitarra su e giù, nello spazio teatrale. E a Carlotta, confusa e disperata dall’orizzonte ristretto di donna condannata alla famiglia, senza possibilità di uscire fuori da quelle mura, lancia un messaggio in musica: Quando il mondo ti schiaccia, tira fuori il bambino che hai dentro…
Carlotta si ribella e l’attualità delle cronache omicide contro  mogli, figlie e fidanzate  si trasforma nella violenza contro sé stessa. Punta la rivoltella sulla propria vita, condotta per mano da una società che la rifiuta come persona…
Lo spettacolo è prodotto dall’associazione Gli Artimanti di Milano con testo scritto e diretto da  Manuel Capraro nel settembre scorso, in residenza artistica nel Comune di San Vito Chietino. Forse qualche frase in meno sulla (mai raggiunta) parità tra uomo e donna lo avrebbe reso più efficace. Ma le emozioni arrivano comunque…
In foto, Carlotta con il giovane Werther
Per saperne di più
https://www.airots.it/
https://www.gliartimanti.org/