Arte al Melchiò è un progetto, presentato a Furore (Salerno) dal ristorante Melchiò, che intende unire alla buona tavola l’arte contemporanea. Attraverso una serie di appuntamenti gli spazi del ristorante innescheranno un dialogo con le opere di diversi artisti napoletani, che troveranno, così, ospitalità presso un luogo di insolita fruizione da parte del pubblico, decisamente diverso da musei e gallerie.
Si comincia domenica il 14 a prile alle 10.30 con il vernissage ( rinviato per le previsioni  meteo ) della mostra Flowing,  personale dell’artista Pasqualina Caiazzo, curata da Susanna Crispino.
Pasqualina Caiazzo nasce a Napoli, città in cui attualmente vive e lavora, nel 1979. Con gli studi e la laurea in Scenografia, conseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, inizia il suo percorso di ricerca artistica.
Le sue opere coniugano la frammentazione dell’immagine con elementi simbolici, come volti, occhi o labbra. Il suo linguaggio artistico si pone tra la bidimensionalità della pittura e la tridimensionalità della scultura, inoltrandosi nella sperimentazione di tecniche e materiali. Ciò che l’artista crea diventa sempre un racconto da condividere con chi osserva i suoi lavori: i suoi progetti, che spesso si occupano anche del sociale, hanno sempre una finalità inclusiva.
Flowing ha come tema la trasformazione interiore che diventa evoluzione, sia di se stessi che nella relazione con l’altro da sé. La mostra ci lascia pensare allo scorrere dell’acqua, sorgente della vita, è un “fluire” emozionale, come la stessa traduzione del titolo ci suggerisce, è lasciarsi sorprendere dai cambiamenti, dai sentimenti, fino a ritrovare, dopo uno smarrimento, se stessi.
I sei collage esposti, composti da immagini e parole, raccontano le riflessioni dell’artista e mostrano la sua interiorità. Queste opere, che rappresentano semi di speranza nel futuro, sono state esposte per la prima volta nell’aprile 2018 al Piccolo Bellini di Napoli, come scenografia della performance In Utero, un inno alla vita che ha messo insieme danza e arte contemporanea.
Tre dipinti su tavola della serie Balia raffigurano colei che a Napoli è conosciuta come Mamma Chiatta, la Madonna Annunziata, considerata la madre di tutti gli orfani a lei affidati dopo essere stati lasciati sulla “Ruota degli esposti” nel brefotrofio intitolatole in città. La Mamma Chiatta è simbolo di maternità, amore e accoglienza e, nella sua funzione di balia, è anche simbolo di un legame universale, della trasformazione che avviene nel proprio io e nelle relazioni, grazie all’amore per l’altro.
I due diorama esposti rappresentano mondi microscopici costruiti con colori, simboli e parole. Sono l’emblema di un luogo rassicurante, in cui c’è accoglienza e speranza. È esposta, inoltre, In Balìa, un’opera in tecnica mista su alluminio, che rappresenta la sintesi del processo che va dallo smarrimento alla riscoperta di sé, attraverso i simboli cari all’artista, l’acqua, l’albero e i pesciolini rossi. La mostra resterà allestita fino al 25 giugno negli orari di apertura della struttura.
In foto, un collage
Melchiò restaurant, Via Santa Maria Vecchia 5 – Furore (Salerno)
Info: 333 915 5962 –
Per saperne di più
http://www.melchio.it – https://www.facebook.com/ristorantefurore/