Arriva da Napoli Il Re muore, film italiano protagonista al Taormina Film Fest 2020. Venerdì 17 luglio alle 19, al Palazzo Congressi e contemporaneamente in streaming su www.mymovies.it.
Tratto da Riccardo II di William Shakespeare e diretto dalla napoletana Laura Angiulli (che ne ha scritto anche la sceneggiatura), il dramma storico-politico del Bardo nella versione cinematografica è stato ambientato tra Castel Sant’Elmo, Capodimonte, Real Sito di Carditello, Castel Capuano, Museo Diocesano Donnaregina, Teatro di San Carlo, Succorpo dell’Annunziata, Teatro Tempio di Pietravairano, Chiesa di San Giuseppe delle Scalze, Archivio notarile distrettuale di Napoli ed Ex Ospedale Militare.
Laura Angiulli, da 30 anni alla direzione del Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli, studiosa e drammaturga del teatro elisabettiano, e non solo, rilegge in chiave contemporanea l’opera storico-politica sui temi del narcisismo del potere, della maestà regale e della solitudine umana, composta nel 1595.
Prodotto da Galleria Toledo e girato a Napoli nel 2019 racconta la deposizione e tragica morte di Riccardo II di York, re d’Inghilterra, per mano del cugino Bolingbroke di Lancaster, futuro Enrico IV (ambientata alla fine del XIV secolo).
Nel cast, Luciano Dall’Aglio (Riccardo II), Gennaro Maresca (Bolingbroke di Lancaster), Alessandra D’Elia, Stefano Jotti, Maria Roveran, Michele Danubio, Lello Serao, Paolo Aguzzi, Antonio Speranza, Monica Demuru, Filippo Scotti e la partecipazione di Paolo Graziosi ed Enzo Decaro.
Il direttore della fotografia è Cesare Accetta, montaggio di Alessio Doglione, scenografia di Rosario Squillace, musiche originali di Pasquale Bardaro e costumi di Grazia Colombini.
Spiega Angiulli: «Riccardo II è un’opera di straordinaria densità. Il sentimento politico che fa da perno all’opera trova presa nello svolgersi dell’azione, definitivamente centrata e conclusa nel contesto di una stessa famiglia. Zii, zie, nipoti, cugini, tutti discendenti del grande Edoardo, padre prolifico e potente re. Riccardo II, il giovane nipote, figlio di Giovanni precocemente morto prima ancora d’essere incoronato, è chiamato all’ufficio regale a soli nove anni. Ancora bambino, dunque, la sua vita è posta al servizio della solidità e sicurezza dello Stato, e molto gli è richiesto in tenera e inesperta età, senza che nell’adolescenza possa acquisire la maturità necessaria ai tempi a venire».
Una figura poetica e fragile. Incapace, sordo alle necessità del caso si fa travolgere dalla presunzione di una supposta onnipotenza, fino alla deposizione dal regno e dalla vita. «La sua- conclude la regista- è storia di umana inadeguatezza, d’incapacità di sentire il fluire della vita verso la sconfitta e l’esclusione. È storia di deposizione, dal successo e dagli affetti, da un futuro negato a presumibili risorse nell’età di appena 33 anni».
In foto, una scena del film

 

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