Il Nuovo suona giovane 2020. Al Teatro dei Quartieri Spagnoli di Napoli, in via Montecalvario 6, la quarta edizione della rassegna musicale per giovani generazioni che va a arricchire la programmazione di prosa e danza.
La rassegna prevede quattro appuntamenti serali tra gennaio e maggio per dare evidenza alla molteplicità di codici musicali attualmente esistenti. Ogni serata si aprirà con un aperitivo di benvenuto e un ascolto coerente con la performance live prevista per la serata.
Gli artisti coinvolti daranno libero sfogo a tutte le loro abilità artistiche; si spazierà dal jazz, al jazz manouche, allo swing, passando per il blues, il bluegrass, la world music, il gypsy, non disdegnando il cantautorato, nonché le nuove proposte e le riletture di standard.
La rassegna punta a delineare un percorso nella musica eliminando qualunque forma di barriera e limite all’esposizione musicale artistica.
La serata inaugurale  ha visto sul palco il cantautore Giovanni Block in quintet, affiancato da Eunice Petito (pianoforte), Dario Maiello (basso), Giuseppe Donato (batteria) e Roberto Trenca (chitarra acustica).
Block, cantautore polistrumentista dalla personalità artistica poliedrica e irrequieta, sempre lontano da ogni cliché ha proposto al pubblico una performance con brani tratti dal suo primo album, “Un Posto Ideale” (Incipit Records/Egea, 2011), quelli del secondo in lingua napoletana, “S.P.O.T.” (del 2016), anticipando in esclusiva anche qualche inedito del suo prossimo lavoro discografico.
Due le facce del suo universo artistico: da un lato una visione dissacrante e cinica, ma non ancora del tutto disincantata della realtà e dall’altra un’ironia intelligente attraverso la quale l’artista legge la realtà.
Di Block colpisce sicuramente la maturità compositiva, ma quello che meraviglia di più è sicuramente la varietà degli stili musicali che abbraccia: dal pop, al jazz, allo swing, al blues, senza mai tralasciare la lezione dei grandi della canzone italiana e le suggestioni del panorama contemporaneo nostrano. I suoi pezzi, immediati e accattivanti, arrivano diretti all’ascoltatore.
Sabato 15 febbraio, di scena gli Strada Ketelos (foto in alto), collettivo di musicisti partenopei e non, che per l’occasione si esibiranno in una formazione da otto strumentisti composta da Dario De Luca (chitarra manouche), Marcello Smigliante Gentile (mandolino), Alfredo Pumilia (violino), Bruno Belardi (contrabbasso), Sergio Di Leo (sax), Gabriele Cernagora (clarinetto), Biagio Daniele (armoniche e voce) e Luca Grazioli (tromba).


Il gruppo, eterogeneo sia per provenienza dei suoi membri (Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Francia) sia per formazione musicale degli stessi (jazz, pop, folk, classica), sedurrà lo spettatore ricorrendo a improvvisazione, estro e versatilità che rappresentano senza dubbio i punti di forza della band stessa insieme al ritmo dei loro pezzi, alla vivacità e al brio che li contraddistingue.
La rassegna proseguirà sabato 28 marzo con i ritmi balcanico-napoletani de “la Bagarija Orkestar”, gruppo di sei elementi, che sposta il baricentro della performance nei territori musicali di Serbia, Macedonia, Romania e Turchia.
L’ensemble, composto da Ciro Riccardi (susafono), Antonino Anastasia (darbuka), Joe Zerbib (trombone), Cristiano Della Monica (tapan), Luca Grazioli (tromba) e Sergio Dileo (sax e clarinetto), seppur sorto solo nel 2018, è costituito da musicisti di lungo corso, sia come solisti sia in altre formazioni.
La band ha creato uno stile tutto suo, un mix tra le tradizioni musicali del sud Italia, il “neapolitan style” e le tradizioni delle bande dell’est europa. La contaminazione tra diverse professionalità artistiche esperte e repertori provenienti da varie zone d’Italia, dalla Francia e dal Canada ha fatto da terreno fertile per la germinazione di una miscela sonora equilibrata e coinvolgente.
Ultimo appuntamento, sabato 9 maggio. Si tratta di una ulteriore variazione sul tema. Riflettori accesi su Roberto Ormanni con il suo quartet costituito da Enrico Valanzuolo (tromba), Francesco Fabiani (chitarra), Antonio Barberio (contrabbasso) e Eugenio Fabiani (batteria).
Un repertorio che attinge alle sonorità folk-pop, nonché a memorie e suggestioni del cantautorato italiano anni ’70, ma anche al jazz, con testi incentrati sui temi dell’emigrazione, del lavoro, dell’amore e della dignità, alla ricerca di uno scopo.
Per la giovanissima età del leader della band (classe ‘93) ci si troverà di fronte a un prodotto fresco e giovane basato su sonorità semplici, che miscelano echi folk e reminiscenze jazz caratterizzate da ritmiche pop costanti e coerenti, per una fruibilità e una piacevolezza apprezzabili soprattutto dal vivo.
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