Ad alcuni uomini è concesso di essere più della carne che sono, di entrare nel mito e nella cultura intergenerazionale. A Maradona, inutile dirlo, questa sorte è toccata. Una vicenda dal lascito tanto forte che sembra non essersi interrotta mai.
Questo perché, che si sia stati spettatori di quei sei anni fondamentali alla parabola del calciatore argentino o meno, se si è napoletani non si può sfuggire all’influenza culturale di quello che molti considerano il più grande calciatore di tutti i tempi.
E certo la sua vicenda umana e sportiva, quella miscela di determinazione, orgoglio calcistico, di forza e debolezze, influirono molto anche nella costruzione del suo duraturo mito. 
La storia di Maradona si realizza attraverso l’incontro con Napoli, nella fusione di destini lontanissimi, accomunati da un forte desiderio di rivalsa. Un sommovimento che spingeva ogni napoletano di quegli anni a rigettare il drammatico senso di inferiorità imposto dalle narrazioni, che da altre italie, cadevano come una condanna sulla città.
Era solo calcio, certo, ma era anche il rovesciamento di un discorso che vedeva il sud perennemente sconfitto. E anche un non tifoso sa che non si può rimanere indifferenti quando una squadra del sud sale a Torino e segna sei gol all’avvocato Agnelli. 
Una città in perenne attesa di riscatto, quindi, e il sogno sportivo di Ferlaino, coccolato per per anni, spinto da una natura che vedeva il patron del Calcio Napoli essere prima tifoso e poi presidente.
Cazzimma&Arraggia, di Fulvio Sacco e Napoleone Zavatto (foto), non si interroga tanto su Maradona, quanto sul sogno sportivo di Ferlaino e sulla trattativa che portò el Diez  a Napoli. Una storia fatta di sotterfugi, stratagemmi, buste volanti e firme in differita.
59 giorni di permanenza obbligata presso una camera di hotel a Barcellona che si risolse, con il successo, in extremis.
Sul palco Fulvio Sacco ed Errico Liguori danno vita a una originale versione delle ultime ore di quella trattativa, in uno spazio in cui immobilismo, ansia, attesa, nervosismo e sentore di sconfitta si alternano la mano vincente di un’interminabile partita a carte. 
Il fulcro di tutto, lontano dal Maradona totalizzante, che ruba le scene, sono i due uomini che lo portarono a Napoli, fotografati in una situazione di stasi e di incertezza. 
Due manager improbabili per il più grande successo manageriale che la storia dello sport avesse mai visto.
I due uomini sul palco non potrebbero essere più diversi tra loro, ma la rete di eventi che li conduce in quel preciso istante, in quel preciso luogo, ne mette in evidenza i tratti comuni, nati dal contrasto. 
La recitazione alterna momenti di torpore e di massima serietà, scoppi ilari, gioiosi, euforici. Alla pesantezza dell’attesa risponde a tono un’ironia schietta, che rappresenta per l’osservatore un’ancora di tranquillità nel maremoto emotivo che l’eterno gioco al rialzo, la duratura incertezza, propongono allo spettatore.
 Le due figure sul palco si muovono perfettamente in sincrono con la sensazione di attesa, con il pericolo del fallimento, con la rassegnazione, in una scenografia essenziale, funzionale alla coltre emotiva che via via prende corpo.
Cazzimma&Arraggia  parla di pronostici da rovesciare, successi sportivi mai pensati prima e dell’arrivo del calciatore più costoso al mondo in una Napoli in cui nessuno credeva. 
Quello che venne dopo, nel bene e nel male, è noto più o meno a tutti. Ma l’origine di tutto fu l’estate del 1984, tra trattative soffocanti, partite a carte, sangria e caffè.
Due note arricchiscono questo spettacolo nato in seno alla prima ondata di pandemia. 
La prima è che gli autori fanno parte di quelle persone venute dopo l’arrivo di Maradona a Napoli, e che non possono ricordare sulla pelle l’ebbrezza di una città completamente stregata. Per questo, l’idea viene fuori dal desiderio di sentirsi raccontare, da chi quel periodo lo rese possibile, come andarono davvero i fatti. Lo spettacolo prende le mosse da un’intervista che i due autori sono riusciti a strappare a Ferlaino, per parlare del sogno sportivo del presidente ingegnere, e quello che fu fatto perché si realizzasse.
La seconda è che il titolo, nella sua secchezza, di immediata comprensione per i napoletani, non potrebbe essere più azzeccato per un tributo al campione argentino entrato nella storia della città partenopea.
E chi ha visto un filmato di Maradona che gioca a calcio capisce di cosa si parla.
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Cazzimma & Arraggia sarà in scena fino al 9 gennaio al Piccolo Bellini.
giovedì 6 gennaio h. 18:30
venerdì 7 gennaio h. 20:45
sabato 8 gennaio h. 20:45
domenica 9 gennaio h. 18:30
Per saperne di più
si rimanda alla pagina ufficiale dello spettacolo.


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