Miseria & Nobiltà, emblema d’Italia ancora oggi. Il celebre testo di Eduardo Scarpetta, diventato un cult grazie all’omonimo film con Totò diretto da Mario Mattoli nel 1954 è al Sannazaro di Napoli, la bomboniera del quartiere Chiaia,  per la linea contemporaneo di ricerca fino a domani. Prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale, per la regia di Michele Sinisi.
Il regista pugliese, reinterpretando nuovamente un vero e proprio mito della modernità, Michele Sinisi racconta una storia tipicamente italiana, ancora attuale.
In scena la precarietà, rappresentata dal sempreverde squattrinato, costretto a vivere di espedienti per rimediare a stento un tozzo di pane e a intrecciare dialoghi, situazioni, imprevisti capaci di tenere inchiodato il pubblico inchiodato alla sedia.
Lo scrivano Felice Sciosciammocca e il suo amico Pasquale vivono alla giornata. Senza uno spicciolo in tasca, in cerca di sostentamento. I due amici e le loro famiglie vengono ingaggiati dal marchesino Eugenio perché si fingano suoi nobili parenti in casa del futuro suocero, un cuoco arricchito,  perché acconsenta al matrimonio con la figlia. Ma tutto sarà mandato all’aria da una serie di equivoci.
Il vero colpo di teatro: il regista  utilizza dialetti italiani, tra realtà e finzione, facendo leva sulle suggestioni del testo. Volutamente scarna e cupa la scena, nella prima parte, affollata da personaggi in tuta, magliette usurate e leggings. In contrasto con l’apparente sfarzo del secondo atto: un sontuoso lampadario in realtà e composto da cucchiai e mestoli.
Straordinari gli attori che recitano un rito collettivo con serrato riferimento al grande successo cinematografico della commedia cui allude il maxischermo bianco nell’allestimento, strappando risate continue agli spettatori.  Divertimento che appaga la buonanima dell’autore Scarpetta (1853 –1925) e affida la propria soddisfazione all’ultima battuta di Sciosciammocca: Torno nella miseria, però non mi lamento: mi basta di sapere che il pubblico è contento. Così il palcoscenico si conferma eterno interprete della vita.

In scena con Michele Sinisi (foto): Diletta Acquaviva, Stefano Braschi, Gianni D’addario, Bruno Ricci, Giulia Eugeni, Francesca Gabucci, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster.

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