Leonardo da Vinci, il genio del Rione Sanità. A 500 anni dalla morte dell’artista (nel 2019) e scienziato, sabato 1 dicembre alle 12,  s’inaugura  la mostra  curata da Tappeto Volante, in collaborazione con l’Associazione Getta la rete, nella Cripta del Complesso Monumentale Vincenziano in Via Vergini 51. In un emozionate percorso reso ancora più suggestivo da un’artistica illuminazione. Fino al 30 giugno.
Dopo i successi di Roma, Firenze, Milano, Matera, Abu Dhabi, Sidney e Wenzhou in Cina e ancora, di Matera, Salerno e Sorrento, l’esposizione è stata inserita tra le iniziative di maggior interesse nazionale per l’innovativa formula didattica: attori in costume d’epoca riescono a coinvolgere  i visitatori, in particolare le giovani generazioni.
In esposizione le macchine realizzate artigianalmente da Mario Paolucci  su progetti originali di Leonardo da Vinci, sia in scala che a grandezza naturale e realmente funzionanti, tanto da poter essere usate. Le affiancano riproduzioni dei capolavori e dei codici del genio.
La mostrapatrocinata dalla Municipalità 3 del Comune di Napoli, permette  di ammirare da vicino e utilizzare i macchinari per il volo (foto), tra i quali il predecessore del paracadute, una bicicletta, una sega idraulica e molte altre invenzioni del genio di Leonardo da Vinci.
Obiettivo: divulgare l’opera del grande personaggio del Rinascimento che fu pittore, architetto, inventore, scultore, scenografo, musicista.
Ci sarà una visita guidata ogni 45 minuti e alla fine del percorso espositivo il visitatore potrà “travestirsi” da Leonardo da Vinci e provare a costruire, con le proprie mani, alcune delle macchine in esposizione: il ponte girevole, quello ad incastro, il paracadute, la camera degli specchi e il crik.
Per saperne di più
http://www.tappetovolante.org/
prenotazioni : 0818631581 – 3391888611 (anche WhatsApp)

 

 

 

1 COMMENTO

  1. Leonardo che con la sua arte che produsse diversi “non finiti”, nella Gioconda potrebbe aver creato un “non volto” femminile, assieme a un “non paesaggio”. Un volto ideale, madre di tutti i volti, che tutti li contiene, a partire da quello dell’autore. Il volto femminile del dipinto conservato al Louvre è sovrapponibile all’Autoritratto di Leonardo conservato a Torino, una volta ribaltato specularmente. Per ultimo, un possibile rimando subliminale al volto sindonico, come apparve nel negativo fotografato nel 1898 per la prima volta. Anch’esso somigliante con quello dell’Autoritratto di Leonardo da Vinci conservato a Torino. Questa sarebbero le ragioni profonde del fascino del dipinto e dell’iconoclastia cui è stato sottoposto nello scorso secolo. Cfr. ebook/kindle: “La Gioconda: uno specchio magico”.