Tanti i centenari nel Cilento. Nell’area meridionale della Campania si vive a lungo e bene. Il segreto? La dieta mediterranea e lo stile di vita. È quanto emerso finora dallo studio Ciao (Cilento on Aging Outcomes Study), il progetto pilota condotto dall’università di San Diego in California, La Sapienza di Roma, la Lund di Malmoe in Svezia, il Waltraut Bergmann Stiftung di Berlin, il Great Italy (Global Research on Acute Conditions team) e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
Sulle orme dei primi studi del medico e studioso americano Ancel Keys che nel 1962 arrivò a Pioppi e si accorse che ciò che rende speciali queste popolazioni è la dieta mediterranea che in realtà è uno stile di vita tipico di chi è abituato a lavorare molto e mangiare poco, nasce il progetto sulla longevità nel Cilento, coordinato dal professor Salvatore Di Somma dell’università La Sapienza di Roma. In sostanza, un’alimentazione con pochi grassi animali, ricca di legumi, frutta, verdura, olio d’oliva, mantiene le arterie più pulite e allunga la vita. Lo studio Ciao ha dimostrato che questo tipo di dieta non solo fa bene perché è povera di grassi animali ma perché modifica, ed è questa la novità, la flora intestinale (miliardi di batteri che a seconda di come si mangia producono delle sostanze importanti per l’organismo e il cervello, il microbioma).
Ciò ha attirato l’attenzione di una delle maggiori tv nazionali del Giappone, la NHK che è sbarcata nel Cilento per realizzare una rubrica medica sul segreto della longevità di questi nonnini e nonnine. I nipponici sono stati a Laurino, Cuccaro Vetere e Piaggine. Solo l’antico borgo di Laurino (in provincia di Salerno), con la frazione Villa Littorio, conta 49 ultranovantenni, di cui tre ultracentenari, su 1488 abitanti. E proprio a Villa Littorio, appena 15 giorni fa (lo scorso 6 gennaio), si sono tenuti i festeggiamenti per il centesimo compleanno della signora Ciervo Annamaria.
Avvolta dal calore dei suoi 5 figli, tre dei quali venuti dall’America e uno dal Nord Italia, dalla sua numerosa famiglia (zia Annina, così come la chiamano in paese, ha ben 14 nipoti, compreso chi scrive, e 19 pronipoti), è una nonnina lucida e premurosa, severa nello sguardo ma il cuore grande di chi è riuscito, tra mille sacrifici, a superare difficoltà e dispiaceri: come quando attendeva il ritorno del marito chiamato a difendere la patria nel secondo conflitto mondiale (solo dopo una lunga prigionia Emilio poté tornare a casa), o ancora la perdita di un fratello che invece dalla guerra non è più tornato. L’importante dice: «E’ la famiglia, volersi bene e non andare mai a letto senza aver prima fatto la pace».

Tra un festeggiamento e l’altro, circondata dall’affetto di tutta la comunità, il sindaco del comune Romano Gregorio, ha consegnato, come si conviene in questi casi, una targa alla nonnina centenaria. «Appena 15 giorni fa – ricorda il sindaco – abbiamo presentato a Roma, alla camera dei deputati, alla presenza del presidente del parco nazionale del Cilento e il professor Salvatore Di Somma, lo studio fotografico “100 di 100 vite centenarie nel Cilento”, scatti di Danilo Malatesta che raccontano la longevità in questi luoghi ancora in gran parte incontaminati. Un progetto nato in collaborazione con il comune di Cuccaro Vetere che ha visto protagonisti anche i nostri centenari, testimoni viventi della qualità della vita che il territorio offre, che non è solo la dieta mediterranea, ma un vero e proprio modo di vivere. Dalle nostre parti, pur tra mille disagi, non si avverte la frenesia, lo stress che si avverte altrove. Sarà il paesaggio, le bellezze naturalistiche, forse anche la scarsa accessibilità, ma quando si arriva qui è come trovarsi in un’oasi di pace. I nostri avi sono stati bravi a conservare la naturalità dei luoghi, un ambiente sano, corsi d’acqua puliti».
Così i centenari diventano ambasciatori del territorio. Il reportage in pratica dà un volto alle vite centenarie studiate dal progetto Ciao. La prima fase dello studio comparato tra 100 cilentani ultranovantenni e altrettanti coetanei svedesi, ha registrato migliori condizioni di salute dei nonnini cilentani. Aggiunge il presidente della Pro Loco di Laurino Gaetano Pacente, ex medico anestesista impegnato in prima persona nella ricerca dell’elisir di lunga vita: «Per quanto riguarda gli ultranovantenni, possiamo dire con esattezza che stiamo meglio noi rispetto agli svedesi, almeno dal punto di vista cardio vascolare. Ora stiamo confrontando 1000 cilentani tra i 50 e i 65 anni e 100 ultranovantenni, scelti a caso e sorteggiati in Svezia con dei criteri precisi. Lo scopo: analizzare eventuali modifiche dovute al cambiamento dello stile di vita da una generazione all’altra».

Da sinistra, Gaetano Pacente (t-shirt blu), il professor Salvatore Di Somma (camicia bianca) con il gruppo di ricerca\ ilmondodisuk.com
Da sinistra, Gaetano Pacente (t-shirt blu), il professor Salvatore Di Somma (camicia bianca) con il gruppo di ricerca

La terza fase del progetto prevede uno scambio tra svedesi e cilentani per un periodo di tempo che va dai 20 ai 30 giorni per verificare, con il cambiare dell’ambiente e dell’alimentazione, le modifiche della flora batterica intestinale. Spiega Pacente: «Il microbioma, (il patrimonio genetico del microbiota, ndr) si dovrebbe modificare in 20-30 giorni. L’ipotesi è che la dieta mediterranea può cambiare il microbioma e quindi la flora batterica. Noi – precisa il consigliere comunale – siamo il risultato del patrimonio genetico dei nostri genitori ma anche di quello di miliardi di batteri che vivono nella nostra pancia. In pratica sta bene chi magia bene. Sembra che l’università di San Diego sia disponibile a finanziare il prosieguo di questo studio concentrandosi soprattutto sulle condizioni neuro cognitive, mentre l’università svedese è interessata a studiare principalmente la parte cardiovascolare. La cosa positiva è l’attenzione del mondo: non solo la tv giapponese e un’emittente tedesca, anche la trasmissione Geo e Geo, in onda su Raitre, trasmetterà un servizio sul segreto della longevità nel Cilento, oltre ai numerosi giornali locali che seguono da vicino tutti gli sviluppi».
I primi risultati della seconda fase del progetto si sapranno il 9 febbraio. Se ne discuterà a Pollica nella sala Conferenze Pioppi, dalle 9 alle 13. Tutto questo però, contrasta con un altro dato: se è vero che gli arzilli vecchietti cilentani vivono più a lungo, la popolazione tra i 50 e i 70 anni registra negli ultimi tempi diversi decessi per tumore. «Qualcuno – commenta il sindaco – dice che c’è un’alta mortalità per cause tumorali. Una cooperativa di medici che copre una vasta area del nostro territorio, presieduta dal dottor Luigi Di Gregorio, partendo dalle cartelle cliniche dei pazienti, sta mettendo a punto una statistica dove sembra emergere che l’incidenza dei tumori sia piuttosto alta, ma si tratta di dati grezzi, tant’è che l’Ente Parco sta istituendo un osservatorio che servirà a dare scientificità a questi dati. C’è anche un’interrogazione parlamentare. Si vuole dosare la presenza di diserbanti nel sangue, che potrebbe essere la causa dei recenti e diffusi decessi nella zona. In ogni caso bisogna stare sempre con le antenne puntate e verificare che non ci siano comportamenti irresponsabili che possano arrecare danno all’ambiente, l’unica nostra ricchezza. Al momento la nostra dieta è migliore delle altre».
Intanto Villa Littorio si prepara a festeggiare un’altra nonnina centenaria.

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