Vomero/ Nuova targa per la pittrice Diana De Rosa: l’ordine degli architetti di Napoli le restituisce identità e rispetto. Non è più (solo) Annella di Massimo

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A riderle luce, finalmente, è stata la bella e recente mostra che Gallerie d’Italia Napoli ha dedicato a “Donne nella Napoli spagnola. Un altro Seicento”. E così Diana De Rosa è emersa dalle nebbie della memoria e anche della cultura patriarcale.
Al Vomero la targa era intitolata a Annella di Massimo che addirittura si pensava non fosse mai esistita, tanto che negli anni ’50 gli abitanti della zona in una petizione chiesero che fosse abolita. In effetti, in maniera molto grossolana, così era stata definita l’artista, perché allieva di Massimo Stanzione.
E adesso che il pubblico ha avuto modo di ammirarne le opere, l’ordine degli architetti di Napoli (presieduto da Lorenzo Capobianco) le restituisce piena dignità storica con la nuova targa svelata al Vomero, ieri in occasione di una cerimonia ad hoc (foto), all’incrocio con via Consalvo Carelli.

Dianella o Annella De Rosa (Diana De Rosa), Santa Cecilia e un angelo, 1630-1640 circa.
Boston, Museum of Fine Arts, Henry H. and Zoe Oliver Sherman Fund©Courtesy per la mostra L’altro Seicento organizzata da Gallerie d’Italia

Spiega Capobianco: «Come Ordine, abbiamo sostenuto con convinzione questa iniziativa perché la qualità dello spazio urbano si misura anche nella qualità della memoria che la città sceglie di rendere visibile. Restituire il giusto nome ai luoghi significa anche colmare vuoti, correggere omissioni e riconoscere contributi troppo a lungo rimasti ai margini. In questo senso, la figura di Diana De Rosa assume un valore che va oltre la dimensione artistica: è il segno di una presenza femminile che la storia ha faticato a riconoscere. Onorarla oggi significa compiere una scelta consapevole, che riguarda la nostra idea di città, il modo in cui raccontiamo il passato e la responsabilità che abbiamo verso il futuro del nostro paesaggio culturale».

Ribadisce Laura Lieto, vicesindaco con delega alla toponomastica: «La toponomastica non è solo un esercizio di catalogazione stradale, ma un atto politico e culturale di memoria collettiva. Sostituire o integrare queste targhe significa riscrivere la geografia umana di Napoli. Con Diana De Rosa, restituiamo alla città non solo un nome, ma l’identità di una professionista dell’arte che ha saputo imporsi in un secolo complesso. È un passo avanti nel progetto di rendere le nostre strade uno specchio fedele della grandezza storica di Napoli».
Diana De Rosa (1602-1643) era sorella del pittore Pacecco De Rosa ed è stata una delle figure più rilevanti del panorama artistico barocco. Le sue opere, caratterizzate da una raffinata sensibilità cromatica e compositiva, sono conservate in diverse chiese e collezioni napoletane, a testimonianza di una carriera che ha segnato profondamente il secolo d’oro della pittura partenopea.
Un’operazione significativa, questa denominazione, che segue a pochi giorni di distanza l’intitolazione delle scale di via Luca Giordano alla potente pittrice barocca Artemisia Gentileschi. Romana di nascita, allieva del padre Orazio, finì i suoi giorni all’ombra del Vesuvio dove riceveva importanti committenze internazionali. Donna coraggiosa che aveva denunciato il suo stupratore, il pittore Agostino Tassi, ma anche autrice straordinaria.


Per saperne di più

Diana De Rosa (Annella Di Massimo). La pittrice mai esistita. — Isabella Pedicini

Vomero/ A new plaque for the painter Diana De Rosa: the Naples Order of Architects returns her identity and respect. She is no longer (just) Annella di Massimo

It was finally brought to light by the splendid recent exhibition that Gallerie d’Italia Napoli dedicated to ‘Women in Spanish Naples. Another Seventeenth Century’. And so Diana De Rosa emerged from the mists of memory and of patriarchal culture.
In Vomero, the plaque was dedicated to Annella di Massimo, a figure who was even thought never to have existed, so that in the 1950s the local residents petitioned for it to be removed. In fact, rather crassly, this was how the artist had been described, simply because she was a pupil of Massimo Stanzione.
And now that the public has had the chance to admire her works, the Order of Architects of Naples (chaired by Lorenzo Capobianco) has given her back her full historical dignity with the new plaque unveiled in Vomero yesterday during a special ceremony (photo), at the intersection with Via Consalvo Carelli.
Capobianco explains: ‘As an Order, we have wholeheartedly supported this initiative because the quality of urban space is also measured by the quality of the memory that the city chooses to make visible. Giving places back their rightful names also means filling gaps, correcting omissions and acknowledging contributions that have been sidelined for far too long. In this sense, the figure of Diana De Rosa takes on a significance that goes beyond the artistic realm: she is a symbol of a female presence that history has had difficulty recognising. Honouring her today means making a conscious choice, one that concerns our vision of the city, the way we recount the past, and the responsibility we have towards the future of our cultural landscape.”
Laura Lieto, Deputy Mayor responsible for place-naming, confirms: ‘Place-naming is not merely a matter of cataloguing streets, but a political and cultural act of collective memory. Replacing or adding to these plaques means rewriting the human geography of Naples. With Diana De Rosa, we are giving back to the city not just a name, but the identity of an art professional who made her mark in a complex century. It is a step forward in the project to make our streets a faithful reflection of Naples’ historical grandeur.”
Diana De Rosa (1602–1643) was the sister of the painter Pacecco De Rosa and one of the most important figures on the Baroque art scene. Her works, characterised by a refined sensitivity to colour and composition, are preserved in various Neapolitan churches and collections, bearing witness to a career that left a profound mark on the golden age of Neapolitan painting.
This naming is a significant initiative, coming just a few days after the naming of the stairway in Via Luca Giordano after the powerful Baroque painter Artemisia Gentileschi. Born in Rome and a pupil of her father Orazio, she spent her final days in the shadow of Vesuvius, where she received important international commissions. A courageous woman who had denounced her rapist, the painter Agostino Tassi, but also an extraordinary artist.

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