Geniale e fuori dalle righe. Nicola Pagliara, 83 anni, architetto dal pensiero e dal progetto forte, non è più tra noi ma non ci ha lasciato. Lo ha tradito una caduta che lo aveva  costretto al ricovero in ospedale (Fatebenefratelli). Operato d’urgenza, il cuore ha ceduto. Resta la  memoria del suo sorriso, della barba bianca, e del  suo sguardo trasparente, incapace di accettare compromessi.
Alla fine degli anni ottanta aveva cominciato a firmare l’opinione sulla pagina della cultura del quotidiano “il Giornale di Napoli”, diventando, poi, giornalista pubblicista. Puntale ogni settimana, lo inviava come uno studente che  non salta un appuntamento importante per l’esito della carriera universitaria. Gli piaceva  la libertà di scorrazzare tra le parole e  tra i suoi pensieri, raccontando di se stesso, della sua famiglia, e delle sue passeggiate sul lungomare con l’inseparabile cane.
Ci teneva  tanto a quegli articoli che li aveva poi raccolti in un volume dal titolo “Tuttavia…Appunti di un rapporto amoroso”, edito da Clean, e lo aveva  presentato  con orgoglio e fierezza in uno studio di Chiaia, presentazione seguita da una cena al ristorante con tanti amici.
Controcorrente sempre, era convinto che le Vele di Scampia  dovessere essere recuperate per diventare sede universitaria, centro sempre aperto ai giovani dove andare al cinema o a seguire conferenze. Trasformando un quartiere difficile in un angolo urbano da vivere a pieno.
E poi tante altre cose… Poco tempo fa, aveva esposto alla galleria Lia Rumma di Napoli le  foto dei suoi vagabondaggi. Chi vorrà salutarlo ancorà potra farlo domani, 10 maggio, nella chiesa di San Pasquale a Chiaia, alle 12. Siamo certi che lancerà un sorriso a tutti i presenti ma  anche a chi non ha potuto raggiungerlo per l’ultima sua volta nella città che da triestino aveva  poi adottato come la propria.
In alto, una foto di Pagliara (a destra) con Mimmo Jodice (archivio fotografico di Peppe Esposito)