A palazzo San Giacomo vanno in scena le buone pratiche alimentari, si combattono gli sprechi di cibo.
E’ quanto hanno siglato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e i rappresentati di Last Minute Market (LMM) e Slow Food Campania.
E’ stata firmata la Carta per una rete di enti territoriali a spreco zero, ovvero l’impegno delle Regioni, delle Province e dei Comuni per la riduzione degli sprechi e delle perdite alimentari.

Il tutto nasce da una Risoluzione del Parlamento Europeo che il 19 gennaio di quest’anno, in seduta plenaria, ha votato un documento su come evitare lo spreco di alimenti e le strategie per migliorare l’efficienza della catena alimentare nell’UE, preparata dalla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale.
Tale Risoluzione si pone l’obiettivo di ridurre del 50% gli sprechi alimentari entro il 2025 e di dedicare il 2014 anno europeo di lotta agli sprechi alimentari, attraverso una strategia per migliorare l’efficienza della catena alimentare degli stati membri.
A Regioni, Province e Comuni è affidato il compito di promuovere la campagna di comunicazione “Un anno contro lo spreco”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore positivo del cibo e dell’alimentazione e sulle conseguenze dello spreco alimentare dal punto di vista economico, ambientale e sociale al fine di favorire una cultura economica e civile improntata ai principi della sostenibilit  e della solidariet .
Innanzitutto vanno sostenute tutte le iniziative che recuperano, a livello locale, i prodotti rimasti invenduti e scartati lungo l’intera filiera agroalimentare per ridistribuirli gratuitamente alle categorie di cittadini al di sotto del reddito minimo.
Ci si dovr  adoperare per modificare le regole che disciplinano gli appalti pubblici per i servizi di ristorazione e di ospitalit  alberghiera in modo da privilegiare le imprese che garantiscano la ridistribuzione gratuita a favore dei cittadini meno abbienti e che promuovono azioni concrete per la riduzione a monte degli sprechi, accordando la preferenza ad alimenti prodotti il più vicino possibile al luogo di consumo.
Agli enti locali, inoltre, è affidato il compito di istituire programmi e corsi di educazione alimentare, di economia ed ecologia domestica per rendere il consumatore consapevole degli sprechi di cibo, acqua ed energia e dei loro impatti ambientali, economici, sociali e insegnare come rendere più sostenibile l’acquisto, la conservazione, la preparazione e lo smaltimento finale degli alimenti.Gli enti territoriali si impegneranno anche verso il Parlamento per richiedere la regolamentazione delle vendite scontate, ovvero quando un prodotto è più vicino alla scadenza oppure presenta un difetto potrebbe essere venduto con uno sconto di almeno il 50%, la semplificazione delle diciture nelle etichette degli alimenti per la scadenza, l’istituzione di un Osservatorio nazionale per la riduzione degli sprechi con l’obiettivo di minimizzare tutte le perdite e le inefficienze della filiera agroalimentare.
Il primo appuntamento è domenica 16 settembre alla casina pompeiana della Villa Comunale di Napoli, dalle ore 1000 alle ore 1400, per l’unica tappa italiana di good food march.

Nella foto, un’indimenticabile scena del film "Miseria e Nobilt " interpretato da Totò