Poesia, pittura, musica, canto e danza per vivere insieme dei bei momenti. È “L’arte nel sociale”. Una giornata di impegno civile organizzata dal Club Unesco, con il patrocinio morale della Fondazione Ordine Ingegneri Napoli, nell’affascinante cornice della basilica di San Giovanni Maggiore (nel largo omonimo, a pochi passi da palazzo Giusso, sede dell’università Orientale).
Un programma ricco e articolato in uno dei complessi architettonici più affascinanti della città. L’iniziativa, a cura della dirigente Grazia Paolella, ha visto la partecipazione del maestro Luigi Franzese che ha presentato alcuni dei suoi più bei capolavori, il soprano Anna Rita Scognamiglio che ha cantato Verdi e Puccini accompagnata dal pianista Rosario Pignatelli, l’attrice Liliana Palermo che ha affiancato gli autori nella lettura dei testi poetici, la ballerina Imma Caro Esposito che sulle note di Barco Negro di Amalia Rodriguez ha interpretato la coreografia di Andreina De Gregorio e i poeti Giovanni D’Amiano, Vera D’Atri, Bruno Galluccio, Luigi Trucillo, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile e Salvatore Violante.
Spiega la dirigente: «Nell’ambito del maggio napoletano, in un momento di grande fervore culturale ma anche di grande crisi, volevamo vivere insieme una giornata di impegno sociale attraverso un mix di poesia, cultura e arte in un tempio tutto da scoprire, marcato da straordinarie stratificazioni storiche e artistiche, tornato a vivere grazie all’intervento delle Soprintendenze e alle iniziative promosse dalla Fondazione Ordine Ingegneri Napoli».
«Una bellissima idea quella di organizzare qui questo incontro, ha commentato Luigi Vinci, presidente della Fondazione e dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Napoli. La tradizione – continua – vuole che la basilica sorga sul luogo dove avrebbe trovato sepoltura la sirena Partenope, per gli antichi, la fondatrice della città. L’Ordine degli Ingegneri ha risposto con entusiasmo all’appello del 2011 del Cardinale Crescenzio Sepe che aveva indetto il Giubileo per Napoli con l’intento di “riaprire le porte alla speranza” e, nel 2012, la basilica, rimasta chiusa per oltre 42 anni, è stata restituita al culto e alla città in tutto il suo antico splendore. Ora la sfida è fare di questo maestoso edificio di culto il motore di sviluppo economico, crescita e riscatto sociale».

La dirigente Grazia Paolella e il presidente della Fondazione Luigi Vinci alla basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli\ ilmondodisuk.com
Nelle foto, in alto, le opere di Luigi Franzese in esposizione nella basilica di San Giovanni Maggiore in occasione della giornata di impegno civile “L’arte nel sociale” tenutasi il 18 maggio; al centro la dirigente Grazia Paolella e il presidente della Fondazione, Luigi Vinci

Oltre 300 gli eventi organizzati in questi anni: concerti, rappresentazioni teatrali, iniziative culturali, sociali. Non solo si celebrano le funzioni religiose, ma si ospitano associazioni, scuole, artisti. La basilica si apre ai residenti, ai turisti con una ricaduta positiva per tutto il territorio circostante diventando il cuore pulsante del centro storico napoletano.
La serata/evento, a cui hanno partecipato in tanti, è l’ennesima dimostrazione che l’arte può salvare Napoli. La pensa così anche il pittore Luigi Franzese che, grazie al Vesuvio, ha capito l’essenza della materia. Tutta la sua produzione artistica è legata al complesso vulcanico Somma – Vesuvio che  definisce “l’espressione più prossima alle origini della materia”. «Il Vesuvio – dice – che vedo ogni giorno dal terrazzo di casa mia, tra i cui sentieri mi nutro alla ricerca del silenzio e di un mistero che mi ricollega alle radici più profonde della vita, da sempre mi accompagna».

Nelle foto, in alto le opere del maestro Luigi Franzese in esposizione alla basilica di San Giovanni Maggiore in occasione della giornata di impegno civile "L'arte nel sociale", al centro, il pittore Luigi Franzese, e alcuni momenti della serata/evento con il soprano Anna Rita Scognamiglio e il pianista Rosario Pignatelli, in basso, la dirigente Grazia Paolella e il presidente della Fondazione Ordine degli Ingegneri di Napoli Luigi Vinci\ ilmondodisuk.com
In foto, il pittore Luigi Franzese alla basilica di San Giovanni Maggiore di Napoli; in basso, alcuni momenti della serata/evento con il soprano Anna Rita Scognamiglio e il pianista Rosario Pignatelli

Nelle sue opere c’è la vita. Si vede la materia, la sua forza, la sua potenza creatrice e distruttrice allo stesso tempo. Un’esplosione di colori che diventa vita, morte e poi di nuovo vita. La sua arte è stata ampiamente apprezzata da critici, letterati, filosofi, storici, che riconoscono in lui un artista unico e originale che ha sperimentato e attraversato tutte le correnti artistiche del novecento e del terzo millennio, passando dal figurativo, all’astrattismo, al surrealismo espressivo fino ad approdare al concettualismo. Come ricorda Paolella, «non è mai possibile ascrivere Luigi a una specifica corrente artistica. Lui ha una cifra sua, individuale, autonoma».
Oggi che ogni cosa può diventare arte, a patto che un critico decreti che sia tale, il pittore non si è mai lasciato condizionare. «Ho rifiutato – precisa – diversi contratti con galleristi per produrre in piena libertà. La maggior parte degli artisti sono fotocopie. Non sono liberi. Si piegano alla volontà di critici e galleristi. Ben vengano, invece, le iniziative come quella lanciata dal mondodisuk (portale, e-magazine e casa editrice) che crede e fa cultura per migliorare la società e dare un contributo positivo».
Nella basilica, oltre ai tanti capolavori del passato, sono esposte le opere dei circa 150 artisti, napoletani e non, che hanno risposto alla chiamata alle arti della casa editrice napoletana, “Sos Partenope, cento artisti per il libro della città”, nata per sostenere e finanziare il progetto di crowdfunding finalizzato alla traduzione del Dictionnaire amoureux de Naples dello scrittore francese Jean-Noël Schifano (che in italiano sarà il Dizionario appassionato di Napoli).
L’iniziativa, organizzata in collaborazione con l’assessorato alla cultura e al turismo del Comune di Napoli, dopo il successo di Castel dell’Ovo, è approdata nella basilica, accolta dalla Fondazione Ordine degli Ingegneri di Napoli nella persona del presidente Vinci. Il finissage, che prevede anche un intervento musicale di Giuseppe Lattanzi (chitarra) e Cinzia Rizzone (soprano), oltre all’introduzione del padrone di casa, Vinci, è previsto per venerdì 9 giugno, dalle 18 alle 20, con l’autore del libro, l’editrice Donatella Gallone e l’assessore Nino Daniele. Chiuderà la serata il gruppo Soundart Capodimonte. L’ingresso è libero.

In foto, il soprano Anna Rita Scognamiglio e il pianista Rosario Pignatelli\ ilmondodisuk.com
In foto, il soprano Anna Rita Scognamiglio e il pianista Rosario Pignatelli

Basilica di San Giovanni Maggiore
Largo san Giovanni Maggiore – Napoli
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