Musica, musica e ancora musica. Quella che entra nella testa, che pervade l’anima e che non se ne va più. Musica che scorre nelle vene dei napoletani, musica che resta nella storia e diventa cittadina del mondo. E finalmente questa musica, quella del Premio Carosone, è tornata a casa, a Napoli, gioved 24 settembre, all’Arena Flegrea, dov’è nata, cresciuta e dove le note dell’ “americano di Napoli”, Renato Carosone, sembrano prendere nuovamente vita e danzare, contagiando inevitabilmente tutti coloro che hanno il privilegio ed il merito di tendere l’orecchio e lasciarsi prendere, catturare.
Vecchi e nuovi autori si incontrano in quest’ottava edizione del premio ideato da Federico Vacalebre in memoria del cantante e musicista partenopeo, autore e interprete di “Torero”, “‘O Sarracino” e “Tu vuo’ fa’ l’americano”, solo per citarne alcune. Sotto la conduzione ormai abituale di Gianni Simioli e Mariaelena Fabi, hanno sfilato e contaminato il pubblico con la loro musica e con quella del maestro Carosone i Kantango, con il loro “tango-scugnizzo”, autostrada diretta tra Napoli e Buenos Aires, che hanno avuto l’onere e l’onore di aprire la serata cantando la loro “Dejame”, preceduta dall’immancabile tributo al maestro: “Caravan Petrol”. Poi è stata la volta delle perle melodiche di un altro maestro della musica napoletana e primo “Premio Carosone 2009” della serata, Mario Trevi, che ha cantato, tra le altre canzoni, la sua immortale “Indifferentemente”, strappando applausi a scena aperta. L’ingresso del direttore Vacalebre è servito come piccolo break per introdurre quello che è stato il protagonista indiscusso della serata, definito “il nuovo caposcuola della musica napoletana”, “Premio Carosone 2009″ alla carriera: Vinicio Capossela. L'”incantautore”, carosoniano doc, è stato toro, torero e mattatore assoluto e, con canzoni sue e di Carosone, ha coinvolto tutta la platea in un ballo collettivo prima e con una standing ovation poi, interpretando “Torero”, “E allora Mambo”, “Che coss’è l’amor”, “T’è piaciuta” e “Hei compari”, prima di tornare in scena per un richiestissimo bis, sulle note di “Core ngrato”. La serata è proseguita con le Sorelle Marinetti, altro “Carosone 2009”, omaggio retrò-futurista, “en travest”, a Virgilio Savona, al Quartetto Cetra ed al Trio Lescano (che hanno interpretato “Non me ne importa niente”, “Non ti fidar di un bacio a mezzanotte” e “Amaramente”); con i Blue Napoli (vincitori anche loro del Premio Carosone 2009) e il loro irresistibile jazz (“Tu vuo’ fa’ l’americano” e “Pianofortissimo” i pezzi dedicati a Carosone, come tutto il loro nuovo album); Joe Barbieri, giovane chansonnier napoletano da esportazione ha riletto il Carosone melodico (citiamo in primis “Lacrime di coccodrillo”); Simona Molinari e il suo coinvolgente swing e il trio Ardone, Peluso, Massa che, con il Collettivo Trive, hanno cantato e tradotto quella leggenda della canzone umoristica che sono gli Squallor (“Iammucenne” e “‘O suspiro”). Infine un fuori programma, ospite speciale e inatteso, Gennaro Cosimo Parlato, gi  Premio Carosone 2004, fresco vincitore delle Audizioni di Piedigrotta e scelto da John Turturro per cantare “Maruzzella” nel suo film sulla canzone napoletana. Spettacolo allo stato puro, travolgente mix di artisti vecchi e nuovi in perfetta coerenza con la linea d’azione del Premio Carosone, quella di rileggere, rilanciare e studiare i classici della musica napoletana, puntando su nomi nuovi e artisti emergenti.