Si è conclusa domenica la quattordicesima edizione del Premio dedicato a Massimo Troisi. Elevata la partecipazione del pubblico al di sopra delle aspettative degli organizzatori. Le ville di San Giorgio a Cremano hanno fatto da palcoscenico a un evento consolidato nel tempo, ma che forse necessita di qualche ritocco. Le novit  di quest’anno sono stati gli appuntamenti “Cortili in Musica” curati da Maurizio Piscitelli e le mostre di Pino Simonetti. I luoghi sono stati protagonisti degli eventi. Quest’anno, per la prima volta, sono state aperte al pubblico le Fonderie Righetti. Un ampio spazio espositivo di grande fascino pienamente inserito nel contesto della citt . Ricordi mozartiani, ritmi latini e sudamericani e incontri con quanti hanno incrociato la loro vita e le loro carriere con Massimo Troisi, hanno animato i cortili delle antiche ville. Roberto De Simone ha piacevolmente intrattenuto il pubblico raccontando i suoi incontri, i progetti teatrali, rimasti tali, purtroppo, con il grande Massimo. La conversazione del maestro De Simone, che parlava a braccio, ma con grande chiarezza e puntualit , è partita da lontano, lasciando tutti affascinati. Ha attraversato temi e problemi vicini a chi vive il degrado quotidiano delle nostre terre martoriate. “L’Ansa racconta oggi (12 luglio ndr) mi ha chiesto un parere sulla canzone interpretata da quel parlamentare leghista, che deride i napoletani, io ho risposto che non esprimo pareri sull’episodio perch riguarda al più la cronaca, sono fatti che non mi interessano”. Però, afferma con tristezza che dobbiamo riflettere sul momento di massimo degrado della cultura napoletana.
Altro che Rinascimento napoletano…
Roberto incontrò Massimo in Puglia a Taranto precisamente in un ristorante. Insieme progettarono di mettere su uno spettacolo per l’inaugurazione del teatro Mercadante. De Simone aveva in mente di utilizzare un testo dello scrittore sudamericano Cortaz r nel quale Massimo avrebbe dovuto interpretare un Pulcinella tutto vestito di bianco. Perch nella comicit  di Massimo Troisi c’è qualcosa che non c’è ancora afferma De Simone e continua descrivendo l’eloquio di Massimo come un vagare tra le parole alla ricerca di significati. Al ricordo di Troisi, De Simone affida il progetto di un nuovo teatro lontano dal finto perbenismo borghese. Con l’auspicio che Napoli possa riappropriarsi di una verit  culturale basata sulla nostra storia tanto ricca e pregna di valori.
E conclude: “Una Napoli senza cultura fa comodo a chi non ha cultura. Odio questa citt , mi farò seppellire altrove. Massimo Troisi non fa parte di questo pattume. Il suo ricordo e i suoi insegnamenti ci aiutino a ritrovare un nuovo progetto culturale”.

In foto, Roberto De Simone