Si è parlato di bellezza, ieri sera, nella sede della Fondazione Pellegrini Pignatelli (via Ninni 4). Lo spunto era dato dalla presentazione de “La didattica della bellezza. Dallo specchio allo schermo”, il saggio di Clementina Gily, docente dell’Universit  Federico II. E la bellezza era intesa soprattutto quella espressa dall’arte figurativa. Moderatore attento e brillante del convegno è stato il critico d’arte Maurizio Vitiello. Elena Saponaro, critico d’arte, con chiarezza ha affermato che l’insegnamento della bellezza si potrebbe esplicare insegnando storia dell’arte nelle scuole, e ha lamentato il numero ridotto di tipi di scuole e di ore dedicate, nei programmi scolastici ministeriali, alla materia. E ha concluso affermando che la vera storia d’Italia è la storia dell’arte e che la vera nostra vera ricchezza è il nostro patrimonio culturale.
Un altro relatore è stato Marco de Gemmis, funzionario del Museo Archeologico napoletano, lo straordinario luogo di bellezza, il più ricco, nel mondo, di pittura greca, ovvero magnogreca, quella detta romana o pompeiana. Ha esperienza della didattica nei musei. Ha sottolineato la necessit  di facilitare l’accesso ai musei e di renderne più accogliente la visita con l’adozione di semplici accorgimenti, come l’adozione di comodi sedili nelle sale e l’abbassare le vetrine a una altezza più adatta alla visione da parte di invalidi e bambini. Ha raccontato delle difficolt  che ha incontrato per interessare il pubblico, soprattutto quello dei giovani e dei giovanissimi, all’arte, che ha cercato di superare con la creazione di situazioni cosiddette interattive. Ha citato anche l’accettazione dell’uso del selfie, mentre ha criticato la superficialit  dell’espressione “mi piace” da parte dei visitatori al cospetto di un’opera artistica
. Una critica in parte corretta da Franco Lista, ispettore del MIUR, che ha osservato come la bellezza dell’arte non possa essere definita precisamente , giacch è qualcosa di superiore “è la scrittura del sublime”. E sublime potrebbe definirsi- ha aggiunto- la stessa conformazione di Napoli e del suo golfo, una bellezza di un’armonia straordinaria, fatta dall’accordo tra le curve del golfo, le sue isole e le colline che lo circondano e definiscono.
Ha concluso il convegno l’autrice del saggio, Clementina Gily, che ha osservato la difficolt  del critico e dell’artista contemporanei, giacch attualmente non esiste ancora, sembra che la si stia cercando, una univoca concezione dell’arte, come fu, ad esempio, quella degli impressionisti e dei cubisti. Siamo certamente in un periodo di crisi, crisi di valori, crisi della societ  europea. Aspettiamo una sua risoluzione.
“Vi sar  il tramonto dell’Europa- scrisse Edmund Husserl- oppure vi sar  la sua rinascita dallo spirito della filosofia”. Se, come è, l’arte è una concezione del mondo, ovvero una filosofia espressa in figura, appunto nell’arte e nella sua consapevolezza critica può esservi la rinascita della nostra civilt .