La tombola si gioca in molti tra parenti e amici quindi diventa uno spettacolo vivace gioioso.
Gino Curcione (foto), attore/attrice, cantante, conduttore, ballerina sciantosa, regista e autore di “Nummeri” alla Galleria Toledo fino a domenica 28 dicembre, gioca con il pubblico e lo rende protagonista per due ore senza mai una pausa per non ridere giocare e divertirsi.
Gino in abito lungo bianco perlato, su tacchi alti “due traghetti che uno va a Procida e l’altro a Ischia”, parrucca e occhialoni alla Lollobrigida, scende in sala per salutare alcuni, dal palco crea ilarit  interloquendo ironicamente con battute effervescenti e tono canzonatorio. Ha mostrato ancora una volta la sua poliedricit  di uomo di spettacolo bravo nei vari ruoli che si offre con tanta generosit  per divertire e promuovere la cultura napoletana. Invita sul palco i primi sei che hanno fatto ambo, li coinvolge in una danza a due, chiede nome, professione e provenienza, intervallando le risposte con veloci battute ironiche e, infine, regala a ognuno un bel dono premio. Cos fino agli ultimi sei che hanno fatto tombola. Estrae dal “panariello” il numero, prima dice il significato e poi lo legge con la tecnica tutta napoletana delle “strologature numeriche”. Esempio “morto che parla” 48. In platea argentini, brasiliani, veneti, genovesi, bolognesi, fiorentini, romani, campani e napoletani.

Tutti conoscono il gioco che ha significati allusivi e scurrili per molti numeri.
Risate 4 o puorco, 71 l’ommo e merda, 23 o scemo, 27 o cantero(vaso da notte), 62 o muorto acciso, 6 chella che guarda a terra(organo sessuale femminile), 28 e zzizze(seni), 16 o culo, 43 a femmena ncoppe o balcone, 21 a femmena annura(nuda), 29 o pate d’ ‘e criature
(organo sessuale maschile). Non sono assenti a musica 65, Pullecenella 75, o capitone 32, o ccafè 42, e diavule 77, li aneme o priatorio(purgatorio) 85, a tavola mbandita 82, a zuppa cotta, a festa20, o’mbriaco 14, a risata 19, a criatura (bimbo) 2, a figliata 9, a disgrazia 17, a meraviglia 72, a paura 90, a maronna 8, Cristo 33, a mamma 52, l’Italia 1.

A Napoli sono realt  e irrealt , sogno e sofferenza, destino e casualit . La cultura per i numeri è stata importata dai Greci che avevano assimilato dai Fenici, Arabi, Egiziani.
Il gioco del Lotto che nasce dalla tombola è antico. Nel 1734 Carlo III volle renderlo statale e non più clandestino per far incamerare denari allo Stato. Era vietato a Natale e a Pasqua per voler del frate domenicano Gregorio Rocco che lo riteneva elemento contrario alla Fede. Fu abolito da Murat su ordine di Napoleone. Il popolo, indomito come sempre, gioca in casa. Si costruisce pezzi di legno con i numeri incisi, cartelle e cartellone con tutti i 90 numeri. Usanza ancora diffusa nei quartieri in cui si gioca tutto l’anno anche d’estate nei vicoli.
Il termine tombola nasce dal rumore dei pezzi di legno caduti sul tavolo dal panariello, piccolo cestino di vimini con un solo foro stretto. La tombola aggrega genitori e figli, nonni e nipoti.

Per saperne di più
Galleria Toledo, teatro stabile d’innovazione via Concezione a Montecalvario n.34
Biglietteria e info 081.425037- 081. 415935
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