Giardinieri per un giorno, a coltivare il bosco dell’arte dal 6 al 13 giugno (alle 18) Chiara Corvino ci invita a recarci al Palazzo delle Arti di Napoli, muniti di un elemento naturale a nostra scelta “terra, piante, frutti, semi, ramificazioni secche, idee sane e spazi liberi” per la performance Botanica d’appartamento. “Cos da contribuire a Ecocreare il capitale relazionale, in uno spazio di scambio economico poetico far circolare l’ImmaginaRio sensibile… portare-prendere, trasferire-ricevere per scambiare ciò che la natura è pronta a regalare, nel passo dall’accumulo all’abbondanza”.
In questo scampolo di primavera, con la speranza che tutte le piogge abbiano nutrito il nostro terreno creativo, Corvino offre un momento di condivisione e raccoglimento relazionale, con il suo linguaggio surreale, quasi patafisico che recita “Flusso del divenire abisso della destra e della sinistra, come nei boschi oltre i palazzi per mezzo della botanica del RiRegno… noi esseRi umani ci RincontriAmo in spazi di dialogo, ove non si è piu Soli, ma l’une dell’altro… In RichiAmo di Luce esposta a azioni colori e vibrazioni nella pesca miracolosa dell’ovvio passaggio…per le vie delle acque da Itaca ad Agata da BagDada al Pan… Rito di passaggio dall’ego all’eco, SalvAvanguardia locale per il Rinascisenso globale…”. La rinascita del senso, a partire da un cortocircuito linguistico e da un’azione che lega alla terra, simbolo di ogni genesi e quindi anche di una nuova nascita.

L’artista, per contestualizzare la performance usa le parole di Hakim Bay “Se l’arte è morta, o il pubblico è svanito, allora ci troviamo liberi di due pesi morti. Potenzialmente, ognuno adesso è un certo tipo di artista e potenzialmente ogni pubblico ha riguadagnato la propria innocenza, la sua abilit  di divenire l’arte che sperimenta. Amesso che riuscissimo a fuggire dai musei che ci portiamo dentro, ammesso che smettessimo di venderci biglietti per le gallerie dei nostri crani, potremmo iniziare a contemplare un arte che ricrei lo scopo dello stregone cambiare la struttura della realt  attraverso la manipolazione di simboli viventi."

In foto, l’invito alla mostra