Si apre il nuovo corso della Gipsoteca all’Accademia di Belle Arti di Napoli (via Bellini, 36). Dopo i recenti interventi di riorganizzazione e recupero del patrimonio restaurato, gioved 11 giugno alle ore 18 il direttore Giovanna Cassese e il presidente Sergio Sciarelli presentano “La Gipsoteca come laboratorio: Disegni dall’antico e gessi restaurati”, a cura di Augusto Giuffredi e Aniello Scotto. In occasione dell’inaugurazione, alle ore 18.30, in collaborazione con il Conservatorio San Pietro a Majella’ diretto dal Maestro Patrizio Marrone, concerto per arpe dell’Ensemble An Arperc’.

La Gipsoteca dell’Accademia non è semplicemente il luogo dove vengono conservate le riproduzioni in gesso di statue in bronzo, marmo e terracotta, ma è luogo didattico per eccellenza. Spiega il direttore dell’Accademia, Giovanna Cassese: ” luogo della formazione e della creazione per il disegno, il disegno per il restauro, l’incisione, la storia delle arti, l’anatomia, le tecniche della scultura, le tecniche della formatura, il restauro di stucchi e gessi, ma anche luogo privilegiato per lo studio della storia dell’arte classica, medioevale e moderna, della museografia, della storia del collezionismo e della storia del restauro.”

Nella collezione della Gipsoteca napoletana sono presenti calchi di pregevole fattura come l'”Ares Ludovisi”, opere rare come l'”Antinoo” di Mondragone, o fondamentali per la storia dell’arte come il “Laocoonte” e molti calchi dalle sculture farnesiane. La raccolta di gessi di Napoli non conta, però, solo opere dall’antico, ma anche copie da esemplari medievali, rinascimentali o moderni, e pezzi unici come il “Napoleone in veste di Marte Pacificatore” di Canova, dato per disperso e da poco ritrovato e riassemblato. Nel 2004 questi calchi, vista la loro pregevole fattura, sono stati riconosciuti opere di eccezionale interesse artistico e storico.

“Dal 30 ottobre 2007 ha riaperto la Gipsoteca” continua il direttore Cassese “oggi dopo quasi due anni è con grande soddisfazione che possiamo dire raggiunti alcuni obiettivi fondamentali: il primo fra tutti è che la gipsoteca è davvero un laboratorio funzionale a differenti insegnamenti, molto vitale, amato e frequentato dai nostri studenti.”

La Gipsoteca dell’Accademia ha vissuto anche momenti difficili nella sua storia, come racconta Cassese: “Dall’et  neoclassica in poi si è venuta costituendo la preziosa raccolta di calchi e sculture in gesso dell’accademia partenopea, quale insostituibile strumento didattico. Dalla seconda met  del XX secolo, i gessi hanno subito, però, una “sfortuna” critica connessa alle nuove poetiche dell’avanguardia, che hanno influito non poco sul depauperamento, deterioramento e dispersione di tale patrimonio. Soltanto con il superamento della dicotomia avanguardia/accademia, in epoca post-moderna dagli anni ’90, si è assistito in ambito nazionale ed internazionale ad una nuova e progressiva attenzione per queste opere, sia dal punto storico artistico che conservativo. In Accademia si sono create negli ultimi anni tutte le condizioni favorevoli per un’accelerazione nelle azioni di tutela, salvaguardia, restauro e valorizzazione del patrimonio dei calchi e gessi, che hanno condotto all’attuale riapertura delle nuove sale della Gipsoteca, a seguito di una seria campagna di restauri dei calchi e sculture in gesso, diretta dal professore Augusto Giuffredi con il prezioso contributo della dott.ssa Gemma Cautela della Soprintendenza BAP-PSAE di Napoli. I criteri allestitivi hanno privilegiato una distribuzione dei materiali per temi e tipologie, al fine di creare suggestioni ed evocazioni suggerite anche dal confronto e dalla comparazione. Le iconografie principali sono: la bellezza muliebre, il pensiero dell’uomo, la raffigurazione dei filosofi, il sacro nell’arte; gli eroi e l’arte della guerra; gli dei e i semidei. Elementi architettonici e partiti decorativi sono distribuiti nelle quattro sale dai titoli evocativi: Galleria delle statue, Sala del sacro, Sala degli eroi, Sala degli dei.”

Uno dei curatori dell’opera di restauro, Augusto Giuffredi, illustra i dettagli del lavoro svolto: “Le opere esposte sono calchi, opere originali e repliche, eseguite in epoche diverse, tra l’inizio del secolo XIX ed il XX. Ognuna di queste ha un diverso stato conservativo, molte portano le tracce di un degrado dovuto soprattutto all’incuria. Affrontare i restauri di opere con una casistica cos complessa non è semplice, l’averlo fatto con gli allievi del Corso di Restauro del biennio specialistico, invece che rappresentare un limite è stato di stimolo per studiare a fondo ogni singolo pezzo. Prima di iniziare l’intervento, ogni allievo ha compilato un progetto di restauro che fa parte di una scheda, aggiornata durante il corso dei lavori, e ultimata alla fine. Le tecniche di restauro e pulitura sono state scelte per lasciare inalterate le patine e le tracce del passaggio della storia sui pezzi ed una prova del raggiungimento di questo obiettivo è la differente cromia di ogni pezzo. Questa Gipsoteca, quindi, è anche un laboratorio apert            6                  «    oèo dove si studia non solo il restauro ma anche la storia delle tecniche di formatura. Il ciclo conclude un lavoro iniziato cinque anni or sono. Il Corso di Restauro stucchi e gessi di Napoli è il più attivo tra quelli presenti in altre istituzioni, e il continuo confronto con gli esperti del settore lo qualifica come un importante punto di riferimento e ricerca”.

Nelle foto, immagini dalla Gipsoteca

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