Innovare, rigenerare e trasformare: un progetto dell’assessorato alle politiche sociali e al lavoro del Comune di Napoli. È stato presentato la settimana scorsa, in diretta streaming dalla Sala Giunta di Palazzo San Giacomo.
iQ – I Quartieri dell’Innovazione è realizzato come Azione 3.3.1 del PON Metro Napoli ‘Spazi di Innovazione Sociale’, ‘Percorsi di accompagnamento al lavoro‘ e ‘Percorsi di inclusione attiva’, in collaborazione con Make a Cube, Avanzi e Associazione Microlab.
Si punta, così, a promuovere inedite forme di innovazione e sostenibilità capaci di apportare trasformazioni di valore alla città. Una chiamata alla creatività e all’innovazione che invita a introdurre le energie della città per attivare nuovi processi di coesione e inclusione sociale.
Si rivolge a persone e organizzazioni che vogliono trasformare idee e intuizioni in progetti concreti, innescando dinamiche virtuose in grado di migliorare la vita dei cittadini e il tessuto sociale dei quartieri.
Una strada scelta dal Comune per investire su lavoro e welfare, selezionando le migliori proposte da inserire in processi di incubazione e accompagnamento finalizzati all’erogazione di contributi economici per la sostenibilità di progetti di innovazione sociale.
L’evento di presentazione è stato aperto con gli interventi dell’assessora Monica Buonanno, che promuove l’iniziativa; Giorgio Martini, Autorità di Gestione Pon Metro, Agenzia per la Coesione Territoriale; Sergio Avolio, responsabile Organismo Intermedio del Comune di Napoli; Paola Sparano, dirigente del Servizio Mercato del Lavoro e Ricerca; Riccardo Roccasalva, responsabile unico del progetto.
Nella successiva tavola rotonda, ‘Le opportunità del progetto ‘iQ – I Quartieri dell’Innovazione’: cultura, lavoro, innovazione nella città’ ne sono state messe a fuoco tutte le potenzialità.


All’incontro, coordinato da Claudio Calvaresi, consulente di Avanzi – Make a Cube, responsabile comitato scientifico ‘iQ’, hanno partecipato Agostino Riitano, esperto di imprese culturali e creative, comitato scientifico e coordinatore local team ‘iQ’; Marco Traversi, esperto di impresa sociale, responsabile percorso di incubazione ‘iQ’; Francesca Cocco, esperta di innovazione digitale, comitato scientifico ‘iQ’.
Spiega Buonanno: «Con ‘iQ’ si consolida nella nostra città la strategia di integrazione delle politiche del lavoro, di welfare e di sviluppo. In particolare, in questo momento, è sempre più necessario guardare agli investimenti pubblici come leva per lo sviluppo locale. Napoli con ‘iQ’ riconosce ai quartieri, individuati grazie all’analisi della strategia europea di sviluppo urbano sostenibile, un ruolo importante di sperimentazione, di luoghi privilegiati ove avviare progetti di rigenerazione urbana, di espressione dell’identità collettiva che consente ai singoli individui di riconoscersi come membri di una comunità. È il momento giusto, in uscita dalla terribile fase di pandemia, per dare ossigeno e una ventata di ottimismo ai cittadini».
È stata già pubblicata una call per selezionare otto innovatori sociali, i cosiddetti “sanzari dell’innovazione”, due per ognuna delle municipalità coinvolte, che avranno il compito di raccontare le loro storie e di guidare il pubblico alla scoperta dei quartieri.
Inviati speciali” di ‘iQ’, attivatori sociali, impegnati in dinamiche relazionali, profondi conoscitori della parte sommersa dei propri quartieri: luoghi, persone, “belle storie”, figure fondamentali, capaci di essere un punto di riferimento per connettere ‘iQ’ ai propri target.
Aggiunge Calvaresi: «La sfida di ‘iQ – I Quartieri dell’Innovazione’ è importante e ambiziosa. Parte dall’idea che favorire processi di inclusione sociale nelle periferie significa riconoscervi risorse, competenze, culture; significa aiutarle a emergere e affermarsi come progetti di innovazione. Le esperienze di Torino Social Factory e della Scuola dei Quartieri a Milano dimostrano che, mettendo a frutto l’intelligenza della società, possono nascere importanti progetti di welfare di comunità, per la conciliazione dei tempi di vita, nuove forme di produzione e offerta culturale, piattaforme di economia circolare, riattivazione di spazi. E dimostrano, contrariamente alle posizioni che sembrano prevalere di fronte al Covid 19, che le persone non sono il problema, ma una parte della soluzione».
iQ’ riguarda 4 aree della Città Metropolitana di Napoli: Municipalità II, III, VI e VIII. Durante la prima fase di apertura degli avvisi, enti del terzo settore e cittadini potranno presentare le proprie proposte.
Verranno selezionati 60 progetti che potranno accedere al percorso di accompagnamento dedicato alla definizione dell’idea progettuale. Dopo un’ulteriore procedura selettiva, saranno scelti i più meritevoli che avranno accesso a servizi di accompagnamento dedicati, al sostegno di mentor esperti e a un contributo a fondo perduto, da un minimo di €50.000,00 a un massimo di €140.000,00 per gli enti del terzo settore e da un minimo di €30.000,00 a un massimo di €50.000,00 per i gruppi informali.
Il programma sarà presentato nelle rispettive municipalità attraverso una serie di incontri di animazione territoriale durante i mesi di giugno e luglio. Prossimo appuntamento il 24 giugno con un evento interattivo online per più ampi approfondimenti, chiarimenti e finalità degli avvisi.
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In foto, la città e le fasi del progetto

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