E’ l’ultimo saluto a un Artista che il Destino ha voluto escluderlo dalla scena della Vita e dell’Arte . Un artista non muore lascia semi della sua creativit  che presto germoglieranno in altri talenti. Pino Daniele ha imparato dalla vita e da altri Grandi del mondo della cultura napoletana e internazionale. Il Cardinale Sepe, in un breve discorso al rito funebre, ha invitato i giovani a seguire il suo esempio dedicandosi ad ogni tipo di arte per emergere dalla miseria, dall’ozio, dal buio della nullit . « Napoli non è una carta sporca ma una risorsa di creativit  nella sua Storia millenaria. Fate come Lui, impegnatevi nel rendere grande la vostra citt . Ascoltate le sue poesie in musica per cogliere i suoi messaggi. Spesso ricordo i suoi versi nelle omelie per scuotere l’anima dei credenti e indicare loro la strada di una nuova redenzione».
Più di centomila in piazza Plebiscito (foto), increduli e sbigottiti per la scomparsa del loro Poeta scugnizzo, sotto un cielo plumbeo e una pioggerellina a tratti come mute e timide lacrime trattenute. La Musica unisce non solo per cantarla ma anche per ricordare il proprio passato. Pino a differenza di tanti non si è affannato alla ricerca del successo, accumulare denaro, metter in mostra la propria nullit , parlare a vanvera, dilungarsi ad esporre le proprie capacit  e le proprie conoscenze e i propri titoli accademici. Egli ha parlato con semplicit  e genuina spontaneit  di fratellanza, amore, sogni da realizzare Je so’ pazzo, di Napoli. Il Cantore, fondatore di una musica nuova che riscatta vita cultura e orgoglio partenopeo, è tornato sul palco muto e nascosto per ascoltare le voci di chi era in quello ampio spazio scenografico, simile a un teatro greco, delimitato da colonne e da quinte di storici palazzi. Al termine del rito religioso per ricordare l’Amico l’Uomo l’Artista, si odono alcuni suoi brani. Esplode il drammatico luccichio di lacrime negli occhi di giovani e anziani di ogni ceto nascosto dall’applauso finale liberatorio. L’emozione spessa di dolore non va celata per il timido amante dell’Arte, della Musica, di Napoli. Amico di tanti musicisti noti che ha voluto con lui in quella stessa piazza o su altri palchi nella Regione e in Italia per cantare in lingua napoletana su musiche partenopee e internazionali.
La sua colta creativit  ritmica, il suo canto popolare e la sua poetica hanno portato alla ribalta la citt  realizzando il suo sogno che può definirsi una favola. La sua musica è stata compagna nella nostra solitudine, partecipe alle feste, testimone nei nostri amplessi, amica nei viaggi, assistente alla creativit  di pittori scrittori scultori artigiani e nei lavori domestici. Pino ha dimostrato che la musica annulla la disperazione di una vita incerta e realizza un futuro brillante.