Un diario della sua vita difficile, aggredita dalla tetraplegia spastica. E’ il nuovo libro di Gennaro Morra, “Poesie in carrozzella” che l’autore, classe 1972 presenta ai suoi lettori gioved 3 marzo alle 18, nello spazio “Sottopalco” del Bellini, caffè letterario nato dalla sinergia della casa editrice di Scampia Marotta&Cafiero con il teatro napoletano gestito dalla famiglia Russo. Un angolo dedicato alla scrittura dove parole d’ordine sono autonomia e indipendenza.
E certo i testi di Morra sono fuori degli schemi. A partire dal suo romanzo d’esordio, "All’Ombra della grande fabbrica" dove sullo sfondo c’è il quartiere della sua infanzia, Bagnoli, insidiato dall’inquietante sagoma industriale senza vita dell’Italsider. La sua scrittura si sofferma su memorie difficili, come quella della tragica morte di Lino Romano, il giovane operaio ucciso dalla camorra, cui dedica tre racconti. Gennaro, narratore di storie forti che colpiscono al cuore.
E’ lui stesso a svelarsi «In queste pagine viene fuori una visione del mondo un po’ diversa, diretta conseguenza della mia condizione di disabilit , che mi costringe a vivere quasi tutto il tempo su una sedia a rotelle. Passione, ironia, rabbia e amore costruiscono la cornice portante su cui poggia la mia tela poetica. In essa sar  possibile scoprire sfumature nuove, oppure realizzare che certi sentimenti sono vissuti alla stessa maniera, anche se non si ha l’anima imprigionata in un corpo che non obbedisce come dovrebbe ai comandi del cervello ».
Lingua italiana e napoletana si rincorrono in questi versi, giocando insieme, in un intreccio suggestivo. Ballate piene di sentimenti, dolci, emozionanti si alternano a visioni incisive, rabbiose malinconiche. Di uno scrittore fuori del coro.

Nelle foto, Morra e la copertina del suo libro