A palazzo san Giacomo si è svolto un convegno sulla mediazione familiare per creare un momento di riflessione e confronto fra i professionisti che intervengono in caso di separazione dal titolo "Presente e Futuro della Mediazione Familiare. Professionisti a confronto".
Lo scopo della mediazione è quello di ridurre la conflittualit  e riorganizzare le relazioni familiari, favorire la serenit  nei cambiamenti e costruire accordi per la loro gestione, ma soprattutto evitare che i figli diventino vittime involontarie.

A coordinare i lavori vi era Gennaro Petruzziello, Presidente Associazione Internazionale Mediatori Sistemici (AIMS-SUD),
che ha affermato «Noi dobbiamo provare a dare una risposta che sia culturale, che si strutturale, che sia tecnica, a quello che è il problema del conflitto tra le coppie che si separano. Se la conflittualit  viene lasciata a se stessa non fa che peggiorare e creare solamente danni nelle persone. Troppe situazioni degenerano con episodi gravi e molto spesso a danno dei figli che poi sono vittime assolutamente innocenti di questi conflitti. I figli devono essere il nostro interesse principale, perch sono il nostro futuro e tenendo anche conto che se noi aiutiamo i genitori ad essere più sereni e ad avere meno tensioni potranno essere migliori genitori e quindi si potr  fare il lavoro migliore per questi bambini. Diventa fondamentale quindi che la cultura della mediazione possa prendere piede. Il conflitto non è di per s negativo però deve avere come sbocco la crescita, il cambiamento e per fare questo ci si deve mettere tutti insieme mediatori, psicologi, giudici, avvocati».

Il mediatore familiare, è stato spiegato, è una figura professionale terza imparziale e con una formazione specifica che interviene nei casi di cessazione di un rapporto di coppia a qualsiasi titolo costituito, prima, durante o dopo l’evento separativo.
E’ sollecitato dalle parti per la gestione dei conflitti parentali e la riorganizzazione delle relazioni familiari. Il mediatore si adopera nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia dal procedimento giudiziario affinch le parti raggiungano personalmente, rispetto ai bisogni ed interessi da loro stessi definiti, su un piano di parit , in ambiente neutrale, un accordo direttamente e responsabilmente negoziato.

Roberta Gaeta, Assessore al Welfare e Servizi Educativi della Giunta de Magistris ha dichiarato
«Come amministrazione teniamo molto ad approfondire tutti quelli che sono i percorsi possibili per rafforzare un tema, quello della mediazione, che può essere uno strumento per affrontare e superare le crisi e le conflittualit  familiari. In questo senso noi abbiamo realizzato dei percorsi importanti sia con il Tribunale ordinario che con l’ASL Napoli 1, ma anche con il Tribunale e la Procura dei minorenni, con i quali siamo riusciti a trovare un interesse reciproco ad individuare dei linguaggi che siano veramente funzionali alla risoluzione di problemi cosi delicati. Siamo infatti anche in procinto di avviare, nei prossimi giorni, dei poli per le famiglie che sono il luogo in cui il nucleo può trovare uno spazio per affrontare i problemi e le questioni molto delicati che si vivono talvolta nella vita familiare, con l’idea di arrivare con un grado minimo di conoscenza all’incontro con la magistratura e con il giudice, affrontando e conoscendo prima quali possono essere i percorsi e i processi da mettere in campo per arrivare ad una soluzione che tuteli tutte le parti, innanzitutto i figli».
I compiti del mediatore familiare sono diversi e variegaticomprendere la richiesta di intervento previa una prima sommaria analisi, informare dettagliatamente i mediandi sul suo specifico ruolo professionale, analizzare e considerare l’eventuale necessit  di invio ad altri professionisti, costruire con i mediandi l’ipotesi di lavoro, facilitare la costruzione di accordi, mantenere l’attenzione dei mediandi sul presente e sul futuro, e sulla comune responsabilit  genitoriale in presenza di figli.

Il percorso formativo per mediatore familiare può essere attivato da universit , associazioni di professionisti, centri e/o istituti di formazione, a condizione che abbiano una durata almeno biennale, un numero di ore non inferiore a 240, di cui il 70% di ore di mediatore familiare.
A termine di questo percorso è previsto il tirocinio e la supervisione didattica professionale, per un totale di almeno 80 ore. Al termine di questa ulteriore fase bisogna affrontare un esame che comprende prova scritta, discussione della tesi e prova pratica (role playing).

Nella foto, un’immagine di serenit  familiare