Accade spesso che a tavola le culture si incontrano e le vicende si intersecano. La mia collaborazione con il Plart che fonda le sue ragioni su una vicinanza intellettuale e artistica nei percorsi di ricerca e su una condivisione di intendimenti riguardo al destino del design nella societ  post industriale nasceva nel 2010 intorno a una cena filosofica “Afrodite, ovvero della cena amorosa tra Ferdinando e Maria Carolina, amanti infedeli”, opera concettuale incentrata intorno alla rappresentazione del cibo tutta ideale e simbolica che Ferdinando IV di Borbone offre e descrive a Maria Carolina.
Attraverso la realizzazione di nove piatti in ceramica, cibo incluso, quel lavoro metteva in scena su più livelli di interpretazione un crescendo di passioni amorose, di piaceri erotici e degustativi, fisici e cerebrali, fino alla totale compenetrazione degli amanti e alla riunificazione mitica di maschile e femminile. Concepito a confine tra design e arti visive, in esso i linguaggi contemporanei della cultura del progetto e dell’estetica del cibo si confrontavano con la storia dei luoghi, in particolare con il sito borbonico di San Leucio, e con i rimandi simbolici che fanno del cibo stesso uno strumento di conoscenza e di appropriazione del mondo. Realizzato espressamente per la mostra “Le cose impossibili”, era successivamente riutilizzato come nucleo centrale dell’installazione “Il cubo di 3”, che esponevo nel padiglione campano della Biennale di Venezia nel 2011, trasformando la cena amorosa nel banchetto nuziale.
La trasversalit  e la contaminazione tra i linguaggi e le conoscenze, che definivano la cena realizzata per il Plart e le sue successive evoluzioni, sono anche gli elementi che caratterizzano la mia ricerca artistica e culturale sia come architetto, curatore di mostre di design e saggista, sia come fondatore del marchio Terre Blu e produttore di oggetti disegnati dagli esponenti più significativi del design contemporaneo, oggetti accomunati dalla tecnica manuale, dalla ricerca avanzata sui materiali e le finiture, infine da valenze concettuali che sopravanzano la funzione.
Ed è proprio come editore di oggetti limited edition che sto lavorando in questi giorni con il Plart ad una nuova collezione curata da Marco Petroni e dedicata al giovane design internazionale in Europa. La tavola, come incontro di culture e ricordo di quel sincretismo del Mediterraneo antico che ritorna oggi ad essere attuale, il richiamo alla terra e al sud del mondo, l’attenzione alle risorse naturali e all’ambiente, l’artigianato colto e l’uso innovativo della materia sono i temi sui quali gli artisti invitati sono chiamati a confrontarsi con la ceramica.
Tra plastica e ceramica, infatti, i materiali che descrivono sul piano simbolico le identit  e l’incontro tra il Plart e Terre Blu, vi è un legame sottile il rapporto sempre ambiguo e incerto nella storia dell’umanit  tra natura e artificio, materia e spirito, conoscenza e intuizione; sempre in equilibrio instabile, alla ricerca di una innovazione che forse è gi  scritta nelle cose e nelle loro possibili trasformazioni, che sono in fondo anche le nostre stesse trasformazioni e le nostre stesse energie spirituali.

* curatore di mostre di design, saggista, fondatore del marchio Terre Blu
nella foto, Giuseppe Coppola e la sua creazione “Il cubo di 3”