Sfidando il caldo torrido e il traffico pre-partita Napoli- Bayer Leverkusen il pubblico che ama Peppe Barra non è mancato all’unica data prevista (domenica 29 luglio) per l’artista napoletano sul palco del Napoli Village Festival alle Terme di Agnano.
Accompagnato da Paolo Del Vecchio alla chitarra, Sas  Pelosi al basso acustico, Ivan Lacagnina alle percussioni, Luca Urcioli al pianoforte e ala fisarmonica, Peppe Barra ha dato inizio al recital con un brano tratto dai “Carmina Burana” in latino maccheronico per “esorcizzare la negativit  a Napoli” come ha tenuto a precisare e sono fioccati gli applausi. Molto gradito il ricordo di Antonio Petito alias Pulcinella, tra versi e musiche, con l’amara digressione sull’amore paragonato a una sorta di vermiciattolo che gi  risiede nel corpo ma che, all’occorrenza, consuma dal di dentro l’ingenuo malcapitato caduto nelle funeste insidie. Ciononostante c’è sempre qualcuno che ne fugge le lusinghe, come “la zitella” dell’omonima canzone scritta da Bruno Lauzi per Peppe Barra che intona con la consueta sferzante ironia.
Forte e carnale il ricordo della mamma Concetta,un nume tutelare che evoca in più passaggi dello spettacolo dal rimando all’avanspettacolo che lo vede protagonista con Salvatore Esposito a “Uocchie c’arragiunate” dedicata da Eduardo alla grande interprete. Custode della tradizione classica partenopea, riletta con l’originalit  di una timbrica vocale che è la cifra di una carriera lunga e costellata di successi, Peppe Barra guarda il passato mixandolo e al tempo stesso rinverdendolo con la costante ricerca di nuove sonorit  ispirate agli echi e alla magia del retroterra mediterraneo.
Dalla seducente e ammiccante incursione nel repertorio popolare con la “Ballata del uallarino” filastrocca che si mandava a memoria per imparare i nomi degli animali – agli omaggi a Renato Carosone con “Pigliate na pastiglia”, passando per gli indimenticati Raffaele Viviani con “Avvertimento” e Salvatore Di Giacomo con “Munasterio”, Peppe Barra avvolge gli spettatori in atmosfere cariche di pathos che sfociano nel mantra di “Tammuriata nera”, capace di scacciare il male con un cabalistico “esercizio di luce, pace, e amore” come l’artista tiene a precisare.
“Per fugare il buio di questo momento storico, bisogna impugnare l’arma della cultura” sottolinea con il fervore di crede che le cose possano davvero cambiare. Scusate se è poco. E il Napoli Village Festival continua con Mario Biondi (il 2 agosto), Nicola Piovani (il 26 ) Nino Buonocore (il 30) e James Senese (il 1 settembre).

Per saperne di più
www.termediagnano.it

Nella foto di Davide Visca, Peppe Barra in concerto