Due artisti in dialogo, per un confronto, uno scambio, una sinergia di intenti che ha come tema il libro d’artista. Vincenzo Aulitto e Francesco Lucrezi saranno i protagonisti di “Pagine” la doppia personale che si inaugura questo mercoledì 13 dicembre, alle ore 17, negli spazi di Movimento Aperto, l’associazione culturale diretta da Ilia Tufano, in via Duomo  290/c Napoli.

In foto, un lavoro di Francesco Lucrezi, in mostra nel percorso espositivo "Pagine"
In foto, un lavoro di Francesco Lucrezi, in mostra nel percorso espositivo “Pagine”. In alto, un’opera di  Vincenzo Aulitto


Il doppio percorso espositivo è costituito da opere recenti
o create per l’occasione, di differente formato e tecnica esecutiva, che camminato tutte seguendo il filo conduttore del libro d’artista. Le opere in mostra saranno accompagnate dai testi critici di Costanzo Ioni, che introdurrà le opere di Vincenzo Aulitto e Dario Giugliano per Francesco Lucrezi.
Interessante è il dialogo creativo tra due menti che hanno un approccio al linguaggio creativo, e per tematiche e per tecniche esecutive ben distinte l’uno dall’altro.
Davvero due mondi a confronto.
Forte e profondo il legame tra uomo e natura in Vincenzo Aulitto, tale da portarlo di recente a interessarsi alla simbiosi arte/orto; più incline all’illustrazione Francesco Lucrezi, da alcuni anni teso alla creazione di una versione estetica delle Sacre scritture, a partire da un racconto illustrato di Carla Isernia che parte dalla storia di una donna, il cui dramma pare svelarsi anche alla luce di un’altra storia, sempre di donna, la cui presenza è evocata sullo sfondo dell’Archivio dei Banchi di Napoli.
«C’è il libro – scrive Costanzo Ioni- ed è il ventre squarciato da un’energia profonda di cui assorbe gli umori in una patina variegata mescolata con pietre sulfuree, e ci sono le scorie, schegge e frammenti trascinati da un’onda fluida, che si inabissa e riemerge. È in questo fluire che si può cogliere una sorta di metamorfosi, gli oggetti trasfigurano e schizzano nello spazio, diventano scrigno di sabbie vulcaniche o foglie verdi, in un divenire che è fisico, materico».
«Parlando della donna in questi termini – afferma Dario Giugliano – si sta parlando, volutamente o meno, sotto metafora della condizione dell’arte, all’interno dell’universo del sapere occidentale, universo ben rappresentato da un’ambientazione come quella delle sale di una biblioteca, in cui il femminile si presenta, si manifesta, per rivendicare quel  ruolo primario che le spetta».

La mostra sarà aperta al pubblico fino all’ 8 gennaio 2018.

MA, Movimento Aperto
Via Duomo 290/C Piazza Filangieri – 80138 Naoli
crari: lunedì e martedì, ore 17-19, venerdì ore 10.30-12.30, oppure su appuntamento
Contatti: cell. 333 2229274
Ingresso libero