La straordinaria modernit  e il fascino avvincente della musica di Liszt, cozzano violentemente con la scarsa conoscenza che di questa comunemente si ha. Questa e altre riflessioni – tutte acute – animano la densa introduzione all’ascolto che Michele Campanella ha firmato, offrendo cos una preziosa chiave di lettura delle sue interpretazioni lisztiane. Il recital tenuto all’Auditorium, nell’ambito della stagione di concerti del San Carlo, ha permesso al pubblico di provare emozioni indicibili.
Dopo la lettura di alcuni brani, affidata alla voce di Andrea Renzi, il pianista napoletano ha affrontato l’intero polittico della Première Anne de Pèlerinage: Suisse. Valle d’Obermann è di sicuro il brano più celebre della raccolta, che contiene alcune vere e proprie perle, come la suggestiva Eglogue: Campanella ha dato prova di essere interprete lisztiano sommo, capace non solo di dominare difficolt  tecniche imponenti, ma anche, anzi soprattutto, di saper cogliere il significato profondo della musica di Liszt e di assaporarne tutte le infinite espressioni, dalla ieratica Chapelle de Guillaume Tell, alle efficacissime Cloches de Genève, che risuonano nell’ultimo numero della raccolta con straordinario realismo. Il pianista ha dimostrato, in questo brano, che la musica di Liszt non ha nulla di funambolico, come comunemente si crede, anzi attinge dimensioni espressive trascendenti, ieratiche, mistiche. Oppure si pasce delle esasperate passioni di Levandro ed Ero, protagonisti di un amore travolgente, che li condusse a una tragica fine. Oppure ancora si sostanzia di leggende, di predicazioni, di storie di devozione, fede, santit . Superba la lettura dell’impegnativa Ballata in si minore, seguita dalle due Leggende di San Francesco di San Francesco d’Assisi che predica agli uccelli e dell’omonimo santo calabrese che cammina sulle onde.
Di tutto questo variegato mondo Michele Campanella è interprete maturo e convincente, apostolo di una religione sonora, che riesce a trasformare l’esperienza in leggenda, l’arte in mistica, il viaggio in pellegrinaggio.

In foto, Michele Campanella