L’arte per sensibilizzare. In occasione della giornata mondiale della Terra, il Pan, palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille 60), ha ospitato dal 21 al 23 aprile, la terza edizione di Happy earth days: l’evento dedicato alla Terra, curato da Tiziana De Tora e ideato, promosso e organizzato dall’associazione ArtStudio’93, con il patrocinio del Comune di Napoli e dell’Earth day Italia. Tema di quest’anno “Voci dalla Terra – macro e micro ecologie”.
L’Happy earth day si apre nella sala Pan, con i saluti istituzionali e la conferenza di presentazione. Entra nel vivo con l’installazione dell’opera “L’albero della vita” e l’apertura al pubblico, invitato a raggiungere il palazzo a piedi o in bici e a completare lo scheletro dell’albero realizzato con legni e materiali di riciclo dagli allievi del Liceo Artistico del Suor Orsola Benincasa. I visitatori hanno contribuito con l’aggiunta di elementi naturali (foglie, rami, carta/cartone riciclato e messaggi dedicati alla Terra). Chiude la prima giornata l’Happy Green Party, ovvero la festa in abiti “green”, con tessuti, colori naturali e tanti fiori.
Il secondo giorno alle 17 nel Foyer, Valentina Castellano presenta il libro “Cade la Terra” di Carmen Pellegrino, definita “l’abbandologa” (colei che va per abbandoni per ricostruire la storia e riportare in vita tutto ciò che è abbandonato). Il testo parla di Alento, un luogo immaginario del Cilento, un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio e non vede l’ora di scomparire. Il paesaggio intorno frana come le anime dei fantasmi che lo abitano, mentre Estella, la protagonista, si oppone a tutto ciò e cerca di tenerlo in vita.
«Ciascuno di noi – commenta la scrittrice – ha un debito nei confronti del passato. Noi, continua, abbiamo il compito di ricordare chi è stato dimenticato». «Un libro che ho amato tanto e di cui c’era bisogno» ammette Nunzia Arillo della casa editrice Ad est dell’equatore. Un romanzo che fa dell’abbandonologia poesia. L’attaccamento ai ricordi, alla memoria, il legame tra passato e futuro, accendono il conflitto generazionale tra i giovani che vogliano andar via e chi invece è radicato in quei luoghi dove il tempo sembra si sia fermato.
«Questa presentazione, che mette insieme due lavori molto importanti sia per il territorio flegreo che per la Terra” – dice Castellano – vuole dare un segnale e chiarire alcuni dubbi tra cui: Quando un paese può dirsi abbandonato? Un territorio abbandonato, può essere riportato in vita? Se sì come? Da chi?».
Il testo è stato infatti accompagnato dalla proiezione del reportage fotografico, “Abbandono Bagnoli” di Sergio Aletta. «Non poter vivere a pieno un territorio è qualcosa che distrugge» afferma il fotografo. «Gli scatti, spiega, sono la testimonianza di una ferita ma anche della cecità del governo nei confronti di una terra abbandonata e dimenticata».
La giornata prosegue con la performance del musicista Maurizio Capone, pioniere della musica sostenibile e inventore di strumenti musicali realizzati con materiali di riciclo a impatto zero. Per concludersi con un AperiGreen con vino naturale e degustazioni abbinate a prodotti biologici, naturali e a km 0, a cura delle aziende partner dell’evento.Tante le installazioni ambientali, opere di fotografia, pittura, scultura e design, visitabili e in gara per il premio “Happy Earth Day 2016”, realizzato dal laboratorio “L’avventura di Latta”, su disegno dell’Arch. Riccardo Dalisi, presidente della Giuria. Vincitrice di quest’anno, il lavoro della visual artist Nicca Iovinella.
Oltre alle opere, conferenze, dibattiti e conversazioni con numerosi interventi e ospiti d’eccezione, performance di body painting a cura degli allievi del “Centro Servizi e Formazione” e coreografie di danza contemporanea a tema ideate da Alessandro Amoroso e Viviana Pastore e presentate dagli alunni del Liceo Coreutico Suor Orsola Benincasa.
L’Happy earth day si chiuderà con “Voci dall’Africa, reading dal libro “Dunia” di Judicael Ouango Kiswendsida, accompagnato dal suono di Jambè e da tè africano, a cura dell’associazione “Macchia di Colori” che si occupa di sviluppare progetti culturali assieme ai migranti che popolano Napoli, e di “Teranga Caffè culturale”.
Tre giorni densi di emozioni e incontri, ma anche e soprattutto di letteratura, arte e musica per celebrare la terra e promuoverne la salvaguardia. Ogni dettaglio, ogni testimonianza, ogni piccolo gesto può innescare un cambiamento. Ma ovviamente serve l’intervento pubblico.

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