Interpreta la vita attraversandola con l’argilla, Giuseppe Manigrasso d  tempo e riempie di soffi vitali le sue sculture. Oggi si inaugura alle ore 18 al “Al Blu di Prussia” (via Filangieri 42, Napoli) la mostra di trentadue sculture di altrettanti personaggi illustri della citt , a cura di Mario Pellegrino.
Artista degli anni Settanta, la sua prima mostra con Lucio Amelio nel ’68, Manigrasso è inserito a pieno titolo in quell’atmosfera artistica e culturale che fece di Napoli una citt  in prima fila a livello internazionale nell’arte d’avanguardia. Manigrasso nasce a Taranto nel 1947 ma è napoletano a tutti gli effetti essendosi trapiantato giovanissimo sulle rive del Golfo, qui ha studiato architettura e qui è diventato artista a tutto tondo performer, designer, poeta visivo, regista, pittore, scultore.
Come ricorda Mario Franco in un testo che accompagna la mostra, e intitolato non a caso “Sculture come fotogrammi di un racconto”, oggi Manigrasso è un artista anomalo, «un artista che usa il disegno e la creta come supporto per rivelarci una realt  fatata. Una sorta di paesaggio incantato, dove le parole non hanno più un corrispettivo grafico e l’alfabeto fonetico è in equilibrio instabile o emerge da un silenzio irreale». E sempre Franco rileva che ciò che è maggiormente evidente, in questi suoi ritratti di amici e colleghi, è la materia scabra e ruvida di cui sono composti. Una materia raffinatissima che contrasta con la plastica morbidezza della creta e che si presenta come pietrosa o come, più raramente, metallizzata o porcellanata. Una materia che spinge lo spettatore verso l’opera, ipnotizzandolo, sfidandolo al gesto impossibile da trattenere di toccarla per sperimentarne la consistenza.
«Queste teste, (in foto, ndr) cesellate in ore e ore di lavoro scrive infatti Mario Franco – sono ora l’una accanto all’altra, come se fossero meri fotogrammi dello stesso film. Il racconto di queste sculture è, infatti, fortemente autobiografico a generarlo, è stato un percorso verso l’elaborazione di una nuova emotivit , un’ascesa progressiva o uno scandaglio psicologico alla ricerca della parte più profonda dell’artista».

Per visitare mar-ven 16.30-20; sabato 10.30-13 e 16.30-20
ingresso libero.