Napoli 20 Agosto 2005. Ibrahim Diop, ragazzo della comunit  senegalese viene barbaramente ucciso per motivi razziali. Un processo farraginoso e la cattiva giustizia che impera nel nostro paese uccidono Ibrahim una seconda volta, impedendo alla sua famiglia di costituirsi parte civile nel processo intentato contro i suoi assassini. La nostra societ  risulta due volte manchevole nei confronti degli immigrati da un lato non riesce a offrire loro opportunit  di lavoro e di integrazione, dall’altro non si cura di garantire giustizia una volta che i loro diritti vengono violati.
Se il Mar Mediterraneo, da sempre porta d’occidente, si sta trasformando in una bara per le migliaia di disperati che dall’Africa cercano scampo qui da noi, per sfuggire alle guerre e alla carestia, i punti d’approdo, per i fortunati che riescono a sopravvivere alle traversate, divengono ben presto giungle in cui si lotta per la sopravvivenza, e il sogno di una vita migliore diviene l’incubo di procurarsi il pane quotidiano, tra i mille divieti e le altrettante storture del nostro ordinamento. Le citt  italiane finiscono col travolgere come un turbine le vite di migliaia di disperati, che finiscono inghiottiti tra le maglie di un sistema perverso, più assomigliante alle vicende kafkiane che alle dinamiche sociali di uno stato di diritto. Nel ricordo di Ibrahim e di tutte le altre vittime del sistema di accoglienza italiano, Il Centro studi sull’immigrazione Ibrahim Diop, il Consiglio dell’ordine degli avvocati di Napoli e l’Ente morale Biblioteca E. Marsico hanno organizzato presso la Biblioteca di Castel Capuano una due giorni di studi (a gennaio) dedicati ai profili giuridici per la tutela del cittadino straniero, coordinati dall’avvocato Luciano Santoianni, penalista napoletano che da quindici anni è in trincea a difesa dell’anello più debole della nostra societ .
“Oggi giorno spiega Santoianni il cittadino straniero che giunge nel nostro paese soffre di una vulnerabilit  totale, vivendo in uno status di disagio assoluto. Nella maggior parte dei casi, infatti, si tratta di persone indigenti, che non conoscono la nostra lingua e le nostre leggi. Arrivano in Italia convinti di trovare una realt  ricca e ospitale, mentre invece s’imbattono in iter procedurali estremamente complessi che finiscono per schiacciarli. L’avvocatura italiana, d’altronde, non si dimostra all’altezza della situazione. Chi si occupa di immigrazione è considerato, ancora oggi, un avvocato di serie B, per il semplice fatto che la maggior parte dei giovani immigrati non è in grado di pagare le spese di assistenza legale e perciò finiscono nelle mani dei pochi che hanno a cuore le loro sorti, o peggio, in quelle di professionisti poco preparati e quindi incapaci di offrire loro una tutela adeguata. L’incompetenza del legale, in questo settore, produce degli effetti devastanti sulla vita del cittadino straniero infatti, il più piccolo errore procedurale può costargli la perdita del diritto a risiedere in Italia, il trasferimento in un centro di permanenza temporanea o, addirittura, il rimpatrio. Proprio per evitare queste degenerazioni abbiamo deciso di ideare questa iniziativa. Il nostro scopo è quello di porre la questione dell’immigrazione sotto i riflettori e formare una classe di avvocati capaci di garantire ai cittadini stranieri una tutela dignitosa”.
Gli immigrati che arrivano in Italia sono spesso vittime di raggiri perpetrati da millantatori che sfruttano la loro condizione di spaesamento e la loro voglia di riscatto. “Negli ultimi anni prosegue Santoianni abbiamo raccolto circa centoventi denunce di truffe ai danni di immigrati, portate avanti da falsi avvocati che offrivano permessi di soggiorno contraffatti e fantomatiche proposte di lavoro in cambio di cospicue somme di denaro. Dinanzi a questi abusi la nostra legislazione è carente e d  vita a una tutela del tutto inefficiente. Chi arriva in Italia disperato, perch fugge da contesti drammatici, trova solo norme che ne restringono la libert  e una societ  incapace a integrarli. Le bande di nigeriani che gestiscono il traffico di droga e la prostituzione, invece, gode dell’ausilio di un’avvocatura di sistema, altamente qualificata”.
L’Italia, da sempre culla del diritto e un tempo capace di essere avanguardia in Europa e nel mondo, oggi si ritrova con una normativa fortemente reazionaria, volta più a difendere gli italiani da una presunta aggressione esterna che a tutelare e ad integrare lo straniero. “Con l’approvazione della legge Bossi-Fini abbiamo avuto un notevole regresso legislativo. Basti pensare che il cittadino italiano che affitta un appartamento allo straniero privo di permesso di soggiorno corre il rischio di vedersi confiscata la casa. La stessa legge consente all’autorit  giudiziaria di confiscare le rimesse degli immigrati immesse nei circuiti internazionali, privando la famiglia, residente nel paese d’origine, del necessario per sopravvivere. Noi avvocati siamo costretti ad utilizzare la legislazione comunitaria per attenuare gli effetti di quella italiana, altrimenti devast            6                  «    oè è á«sptLlibrined d
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tnRpeKKKante. Nei confronti degli immigrati assistiamo ad un’applicazione della legge penale molto più pignola rispetto agli altri settori”.
L’irrigidimento del legislatore corrisponde a una tendenza xenofoba diffusa nel nostro paese, che sta coinvolgendo sempre di più anche le realt  storicamente più ospitali e tolleranti, come la citt  di Napoli, nella quale si registra una recrudescenza di atti di violenza nei confronti degli stranieri. “Napoli non è più una citt  aperta al diverso e tollerante – continua Santoianni La nostra citt  e il Mar Mediterraneo potrebbero divenire la porta d’accesso all’occidente, luoghi in cui è possibile favorire l’integrazione, e invece si susseguono episodi di razzismo. Oramai non si contano più le denunce di cittadini stranieri picchiati per il solo colore della pelle. Nel quartiere di Pianura un gruppo di ghanesi è stato cacciato dallo stabile in cui vivevano, col pretesto che l’immobile era fatiscente. Alcuni gruppi vicini ad Alleanza Nazionale si sono assunti i meriti di questa iniziativa, incontrando i favori della popolazione. Questo dato la dice lunga sul clima d’intolleranza in cui viviamo”.

Nelle foto, immagini di immigrati