La vera poesia inizia dal primo scalino che conduce nel ventre della terra e che si dipana dal locale terraneo situato al civico 140 di piazza Cavour, sede de Il Museo del sottosuolo di Napoli, gestito dall’associazione Speleo-archeo-culturale La Macchina del Tempo.
La temperatura tende a raffreddarsi, i rumori si fanno lontani sino a sparire del tutto, la luce naturale non filtra più e lascia il posto a fioche lampadine ad incandescenza. «S, perch nel sottosuolo si scende con il lume dell’intelletto» ripete sempre Clemente Esposito, fondatore del Museo stesso. E ha ragione, dopo pochi minuti quella fioca luce è tutto quel che serve per scorgere ogni angolo del ricovero antiaereo di piazza Cavour. Si vedono i pozzi attraverso i quali veniva prelevata acqua dal sottosuolo, da quella intricata rete di cunicoli scavato oltre 2000 anni fa per portare acqua a tutto il territorio partenopeo. Prima di diventare ricovero bellico nella seconda guerra mondiale infatti, gli ambienti del Museo del Sottosuolo erano cisterne dell’antico acquedotto greco romano di Napoli e oggi è possibile esplorarne qualche ramo grazie ai tour speleo e avventura offerti da La Macchina del Tempo. Due o tre ore di affascinanti passeggiate nel vero cuore di Napoli attraverso le arterie che portavano ai suoi abitanti la linfa vitale per eccellenza. Dagli angusti e stretti cunicoli si passa poi alle ciclopiche stanze del ricovero bellico ricavate sfondando le intercapedini tra varie cisterne per garantire una capienza di svariate centinaia di persone.

IL PASSATO E LA STORIA
Ed è proprio in questi ambienti che riemerge tutto il passato e la storia del sottosuolo napoletano, testimone, a volte contro la sua volont , di pillole di vita vissuta. Le incisioni sul tufo degli antichi e abilissimi cavatori, i fori dove appoggiavano le modeste lucerne in terracotta da loro plasmate per permettere all’olio di oliva di alimentare la fievole fiammella che rappresentava per loro il vero passaggio tra il mondo dei vivi a quello dei morti. Resti dei loro antichi attrezzi, spettacolarmente simili a quelli moderni ma che il tempo ha gonfiato di ruggine torcendo il ferro. Duemila anni passati a scavare per portar vita a Napoli per poi proiettarsi direttamente in uno dei periodi più oscuri della storia napoletana la II guerra mondiale. Si scorgono un po’ ovunque gli isolatori di ceramica utilizzati per portare le linee elettriche nei ricoveri, oggetti di uso quotidiano dimenticati tra un bombardamento e l’altro o gettati l dopo la fine dei bombardamenti. Clich per stampe litografiche e tanto altro che ci proietta indietro nel tempo di 70 anni. Le scritte di propaganda fascista sui muri del ricovero e le risposte schiette dei ricoverati, ma anche i disegni che le persone lasciavano a testimonianza per i posteri di un periodo veramente tragico. Gli accompagnatori de La Macchina del Tempo sono formati con professionalit  e dotati di comprovate competenze e cercano di trasmettere la loro passione, il pathos dei momenti descritti illustrando ampiamente (decifrati solo grazie agli approfonditi studi di Clemente Esposito, mossi da onest  intellettuale e dal sincero amore per la propria citt ), dando corpo e sangue, agli avvenimenti solo accennati sui muri del ricovero.
UN LUOGO RICCO DI ENERGIE

Ogni guerra, ogni avvenimento della macrostoria, è fatto dai piccoli episodi che caratterizzano la microstoria, la vita quotidiana, di ogni cittadino dell’epoca.
Il Museo del Sottosuolo è un luogo ricco di energie, un dialogo intenso tra il passato di chi ha riso, pianto e sperato tra queste mura, e quelle di chi ancora oggi crede in questo progetto di tutela e valorizzazione culturale . A mio parere, però, per troppo tempo questo luogo è stato impregnato di sofferenza, quella del duro lavoro dei cavatori, dell’incessante e rischioso andirivieni dei pozzari, incaricati della manutenzione delle vie dell’acqua, delle lacrime versate dai ricoverati terrorizzati dai bombardamenti; è per questo che nel Museo del Sottosuolo oggi si celebra l’Arte, il Teatro, la Musica e tutto ciò che di “luminoso” ha da offrire l’essere umano. Un attento occhio teso a garantire non solo l’unicit  ma anche la qualit  di eventi ciclici che si tengono nel ventre di Napoli. In questa direzione va il partenariato con il Wine Bar Scagliola a cui è stato affidato il servizio di Food & beverages. I Sommelier AIS e i barman AIBES provvederanno (non solo) a fornire vini di qualit  scelti con cura per “esaltare il sapore” di ogni singolo evento e serviti in calici per ottenere un effetto ancora più intenso. Un nuovo vino, poi, fa ufficialmente il suo ingresso in societ  si tratta dell’etichetta dedicata al Museo del Sottosuolo, vino imbottigliato in due qualit , aglianico e piedirosso.
Dal mese di ottobre, il Museo del Sottosuolo è teatro di numerosi eventi. Tarocchi e simbolismi, rassegne musicali di giovani cantautori napoletani che faranno vibrare le loro note nel sottosuolo per circa 6 mesi, ricostruzioni storiche e tanto altro ancora. Il calendario è in via             6      di definizione ma non mancheranno le sorprese.

*presidente de La Macchina del Tempo

In foto, cristalli naturali conservati nelle teche (museo del sottosuolo)