Si chiude il sipario sul Forum delle Culture. Siparista di eccezione noto nel mondo il napoletano Riccardo Muti (foto). La quarta edizione del Forum Universale delle Culture ha avuto come palcoscenico Napoli con protagonisti 65 nazioni in 850 eventi vissuti nei luoghi storici, nei quartieri periferici, in sei comuni anch’essi patrimonio Unesco della Regione. Arte, teatro, concerti, film, convegni su problemi sociali, mafia, coesistenza pacifica tra popoli, integrazione di emigrati in Europa, conartisti meno noti e famosi, studenti, Universit , Consolati e associazioni.
Per sei mesi la citt  è tornata al suo antico splendore di capitale mondiale della cultura con i forti sforzi organizzativi, tenacia e capacit , volont  di fare di alcuni per superare avversit  e diffidenze delle tante Cassandra presenti tra noi. «Si sarebbe potuto fare di più e meglio, L’evento si è sviluppato con la fiducia dell’ organizzazione mondiale. La cultura incrementa turismo e occupazione», afferma Nino Daniele.
Simbolico il luogo di chiusura con la presenza di Muti e della sua orchestra Cherubini. Il regio Conservatorio San Pietro a Majella, sorto nel 1808, è luogo che custodisce e divulga la memoria musicale della citt  ed è stata scuola con docenti e allievi italiani e internazionali. Muti, studente del Conservatorio, gi  nel 1971 è invitato da Herbert von Karajan sul podio del Festival di Salisburgo, poi dirige le più prestigiose orchestre nel mondo e tra i tanti riconoscimenti va ricordato l’Anello d’oro, onorificenza data dai Wiener in segno di affetto e ammirazione.
L’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, uno dei massimi compositori in ambito europeo, fondata nel 2004 da Muti con sede a Piacenza e Ravenna, ha musicisti di et  inferiore ai 30 anni, di ogni citt  italiana. Essi restano in orchestra per un triennio per poi esibirsi in altre. L’attivit  didattica e artistica con artisti noti nei concerti nel mondo con musiche barocche, Settecento napoletano, Novecento. Passato e futuro sigillano l’evento. De Magistris ha motivato la consegna delle Chiavi della Citt  ritenendo Muti personaggio simbolo della variegata cultura napoletana nel mondo e di quella fratellanza tra i popoli fondamento della storia di Napoli che l’ha resa citt  molto ospitale.

Il Maestro, nel ringraziare, ha ricordato la madre, napoletana, che gli ha spesso ricordato la lungimiranza di Federico II nel volere nel XIII sec. un Ateneo, il più antico in Italia, in una citt  che riteneva polo di scienze e di cultura umanistica.
«Mia madre per ognuno dei miei cinque fratelli si metteva in treno per partorire a Napoli per poi rientrare a Molfetta. Quando le ho chiesto il motivo mi ha risposto che se fossi andato all’estero e mi avessero chiesto “dove sei nato?” tu, dirai che sei nato a Napoli e tutti avranno per te rispetto e invidia perch sei nato in una citt  nobile. Mi ha insegnato seriet  nello studio e nel comportamento che mi hanno dato fortuna. I suoi insegnamenti li comunico ai giovani dell’orchestra affinch i loro sacrifici possano renderli felici. Nello studio ho solo due foto il golfo e Castel del Monte». Poche parole hanno ritratto la sua umanit . Visibilmente commosso è tornato tra le quinte.
Stupisce la presenza del ministro Stefania Giannini. L’ospite non è giunta a mani vuote. Ha promesso, sull’esempio della notoriet  di Napoli per la musica, lo studio della stessa gi  nelle elementari. Rendere la Biblioteca del Conservatorio aperta anche a studiosi stranieri e lo svincolo dalla pedante burocrazia per Accademie d’arte e Conservatori. La Sinfonia n.4 in do minore “la Tragica” di F. Schubert non ha bisogno di commenti elogiativi essendo stata eseguita da giovani talentuosi. Pubblico in piedi ha preteso il bis con sonori applausi. Il Do maggiore all’evento, che prevede la rinascita della citt , è del protagonista Muti, Mmestro sul podio e di vita.

La citt  ricorda Salvatore di Giacomo
Il maestro Muti, presentando il “Notturno” di Martucci, che ha dedicato in particolare
ai ragazzi del Conservatorio, ha recitato alcuni versi di Salvatore Di Giacomo,

la cui atmosfera gli sembrava appropriata a descrivere un pezzo di musica
che, come egli ha detto, ha commosso le orchestre di tutto il mondo.
E proprio al poeta, gioved 11 dicembre alle 18.30, nella sala del Capitolo, al Convento di San Domenico Maggiore (in vico San Domenico Maggiore, 18) sar  dedicato l’evento promosso dall’associazione Giambattista Basile, in collaborazione con l’assessorato alla cultura del Comune di Napoli “Sona Luntanamente…’ – ricordo di Salvatore Di Giacomo” .

A ricordarlo saranno l’assessore Daniele, Nicola De Blasi, docente di linguistica italiana dell’Universit  “Federico II” che illustrer  la figura e l’opera di Di Giacomo, e il poeta Salvatore Palomba.
Poesie e canzoni di Salvatore Di Giacomo saranno interpretate daall’attrice Annamaria Ackermann e dal cantante Mimmo Angrisano, accompagnato da             6                 è« Antonio Saturno, con la partecipazione del Coro Polifonico Alfonsiano.
Al pubblico presente sar  offerto in omaggio un opuscolo, contenente 10 poesie di Salvatore Di Giacomo, che sar  poi diffuso nelle scuole , con l’augurio che la voce del nostro poeta possa “suonare” almeno un poco più vicina ai giovani napoletani. Ingresso gratuito.