Tra le magiche note del jazz Festival più importante del sud Italia, non mancheranno anche note di gusto, con una programma dedicato all’enogastronomia d’eccellenza. Il Pomigliano Jazz Festival, è ormai da 20 anni una realt  consolidata, atteso palcoscenico per musicisti locali e nazionali, luogo di incontro per oltre 670mila spettatori. Lo spirito aperto e multiculturale della manifestazione ha sempre offerto una parte dei concerti in forma gratuita fin dalla sua prima edizione, ospitando artisti di fama mondiale, facendoli interagire con musicisti della scena campana e nazionale, promuovendo inedite e coraggiose produzioni.
La XXI edizione del Pomigliano jazz, itinerante a partire dal 2011, quest’anno si terr  dal 9 al 24 settembre, nelle suggestive location del cratere del Vesuvio, l’Anfiteatro Romano di Avella, le Basiliche Paleocristiane di Cimitile, il Castello Mediceo di Ottaviano, il Parco delle Acque a Pomigliano d’Arco, i conetti vulcanici a Pollena Trocchia nel Parco Nazionale del Vesuvio.
Torna “Note di Gusto” un percorso di degustazioni, visite in aziende agricole, laboratori del gusto e mercato agricolo, con la partecipazione di Slow Food Vesuvio e Agro Nolano. Ad avere risalto saranno soprattutto i prodotti dal carattere fortemente identitario, come la papaccella napoletana, il pomodorino del Vesuvio, il pomodoro san marzano, i frutti di stagione, la nocciola avellana. Ogni azienda, sempre nell’intento di preservare la biodiversit  e le tradizioni agricole, coltiva diverse variet  di ortaggi, verdure e frutta secondo principi di sostenibilit  dell’ambiente.
Ecco gli appuntamenti con chef e pizzaioli. Giuseppe Caramiello Hosteria Le Gourmet a Sperone, 9 settembre a Sirignano, Palazzo Caravita nella vecchia sede dell’azienda elettrica del paese, Giuseppe conduce la sua attivit , ricreando un ambiente molto accogliente dove gustare piatti con i prodotti di piccole aziende agricole della provincia di Avellino.
Aniello falanga pizzaiolo e chef pizzeria Haccademia, 11 settembre ai conetti vulcanici Pollena Trocchia la sua pizzeria è a Boscotrecase. Aniello si è dedicato da tempo allo studio delle farine ottenute da grani italiani tradizionali. L’obiettivo è quello di sostenere la sana agricoltura italiana ed è per questo che si rivolge agli agricoltori facenti parte del circuito Slow Food.
Gianfranco Iervolino, pizzeria Morsi e Rimorsi di Caserta, il 16 settembre al Castello Mediceo Ottaviano è uno dei pizzaioli di spicco in Campania, tra i primi a dedicarsi allo studio scientifico delle farine e delle tecniche di lievitazione della pasta. Oggi è un punto di riferimento per quanti vogliono migliorare le proprie conoscenze in materia. Sostiene la rete di produttori agricoli legati alla filiera dell’associazione del Buono, Pulito e Giusto. Da due anni è ospite settimanale della trasmissione RAI Detto Fatto dove coglie l’ottima occasione per raccontare i prodotti della sua amata Campania.
Mariano Panariello, pizzeria “New York New York” a Torre del Greco, il 17 settembre al Parco delle Acque Pomigliano d’Arco punto di riferimento importante a Torre del Greco. Per Mariano la cucina deve essere rivolta a tutti, quindi basata su preparazioni semplici dove il pescato di Torre del Greco è il principale protagonista. Non poteva quindi mancare la pizza, preparata soprattutto con i prodotti della terra vesuviana.
Paola Cappuccio, pizzeria “Pizza Verace” di Portici, il 18 settembre al Parco delle Acque Pomigliano d’Arco Paola è una delle pochissime donne a svolgere questo mestiere e a livelli di professionalit  cos alti. Discende da Ciro Leone e Giorgia De Somma che fondarono nel 1923 la Pizzeria Trianon a Napoli, la più antica e tra le più celebri in citt . Pur rispettando la tradizione, si è fortemente impegnata nell’andare avanti, quindi studiando le tecniche di lievitazione che consentano di raggiungere una pasta molto soffice.
Maurizio De Riggi, ristorante “Markus” a San Paolo Bel Sito, il 20 settembre, Cimitile Basiliche Paleocristiane. Maurizio è giovane ma con un bel bagaglio di esperienze a suo seguito. La sua cultura del cibo si è formata prevalentemente frequentando contadini, aie e piccoli allevatori del suo territorio. Nei grandi ristoranti ha acquisito le tecniche adeguate. La sua cucina punta a esaltare la materia prima selezionata con cura meticolosa. Anche lui preparer  panini e street food di territorio per i visitatori del Pomigliano Jazz.
Giovanni Arvonio, ristorante “Taberna del Principe”, il 23 settembre all’Anfiteatro Romano Avella la cucina di Giovanni Arvonio racconta il territorio che dall’agro nolano si spinge nella terra irpina. I piatti sono raffinati, sanno giocare con piglio sicuro nella combinazione dei sapori e umori del buon cibo.
Marialuisa Squitieri Madrenatura, 24 settembre a Terzigno Museo Emblema laureata in storia medioevale, non ha saputo resistere al richiamo della terra cos ha portato una ventata di novit  e competenze precise nella piccola azienda agricola di famiglia a Poggiomarino. Ha il pallino dell’ambiente, frequenta associazioni di piccoli agricoltori e mercati bio. Marialuisa si è specializzata anche nella preparazione di street food e piatti vegetariani; ce ne dar  una prova a Pomigliano Jazz Festival.

Per saperne di più
www.pomiglianojazz.com

Nelle foto, concerto al cratere e la locandina del programma enogastronomico