“Otello” è opera della maturit  di Verdi, pagina complessa, densa, di uno spessore che accosta il nostro grande operista ai sommi, ai più grandi compositori di tutti i tempi. Le voci che si sono cimentate in quest’opera, Giacomo Lauri Volpi, Mario Del Monaco Renata Tebaldi, Cecilia Gasdia, hanno tutte legato bravura vocale e presenza scenica. Le grandi lezioni del passato rendono arduo ogni confronto, ogni accostamento. Il soprano armeno Lianna Haroutounian che ha ricoperto il ruolo di Desdemona, al posto di Leah Crocetto, nella produzione di Otello in programma al Teatro San Carlo fino al 29 aprile 2014, è sicuramente una promessa, ma non più di tanto. E poi, si sa, spero, promitto e iuro reggono l’infinito futuro forse tra qualche anno avremo un’artista completa, capace di dominare un ruolo cos complesso.
Il tenore comasco Marco Berti è noto interprete verdiano, forse non al pieno della sua forma, ma sicuramente interessante e ricco di colori. A lui tocca il compito di farsi espressione di una passione estrema, di una gelosia che rode e logora, fino alla passione pura, totale, che avvolge ogni fibra non si è colto questo coinvolgimento assoluto, anzi la componente scenica è stata complessivamente debole.
Potente nell’odio, meno nella voce, lo Jago di Roberto Frontali. Il direttore Nicola Luisotti si è confermato musicista di grande professionalit  con lui l’orchestra è diligente. Se ci aspettavamo qualcosa in più siamo rimasti delusi, ma se abbiamo imparato ad abbassare l’asticella delle aspettative, tutto va bene, tutto va meglio.
Le struggenti storie d’amore del Moro di Cipro sono sostenute dal coro del Teatro di San Carlo, abilmente diretto da Salvatore Caputo. Deliziosi gli interventi del Coro di Voci bianche guidato da Stefania Rinaldi.
Il teatro d’opera, soprattutto da alcuni anni in qua, vede aumentare il peso specifico della regia, delle scene, delle luci e dei costumi. giusto che sia cos, in un teatro che voglia essere attento non soltanto alla musica, ma anche alle componenti più squisitamente “culturali” delle opere liriche. La regia è fondamentale perch le scelte operate dal regista possono incidere in maniera decisiva sulla resa complessiva.
La regia di Otello, affidata a Henning Brockhaus e ripresa da Valentina Escobar, non vuole essere minimalista, non vuole sovvertire la storicit  dell’azione. Al massimo, non sar  apparsa indovinata quella sigaretta che si accende e avvia l’opera, o non se ne comprende appieno il significato, ma al di l  di questo che può sembrare un coup de thtre, tutto è stato contenuto nell’alveo di una sano rispetto per la partitura e per il libretto di Boito. Belle le scene di Nicola Rubertelli, calzanti i costumi di Patricia Toffolutti.

Il pubblico, non foltissimo, appariva poco convinto, forse soddisfatto, ma non entusiasta.
La debolezza complessiva del cast vocale ha giocato un ruolo determinante.

Per saperne di più

teatrosancarlo.it

Nelle foto, Otello visto da Ludovica Bastianini