Campania felix e bellissima. Ma a volte inaccessibile. Ed è questo territorio  sommerso, non aperto al pubblico, che  viene offerto allo sguardo da Timeline Napoli: una squadra di archeologici, geologici, storici dell’arte, linguisti, naturalisti e non solo.
Da luglio a settembre 2018, l’associazione conduce napoletani e turisti alla scoperta delle tante meraviglie celate della regione. In collaborazione con il Parco archeologico dei Campi Flegreiil 20 e 27 luglio (ore 16:30-19:30) e il primo e 8 settembre (ore 10-13), sarà possibile visitare il Castello Aragonese di Baia (foto), eretto durante il regno di Alfonso II d’Aragona (1490-1493) e poi modificato per volontà di Pedro de Toledo a seguito dei danni causati dall’eruzione da cui si formò il Monte Nuovo (1538), in compagnia delle guide di Timeline.
Apertura straordinaria delle antiche prigioni, collocate in tre zone diverse: in prossimità dei Corpo di Guardia, all’ingresso del Castello e nei locali sottostanti alla prima batteria Sant’Antonio. Uno dei primi reclusi, di cui si ha notizia, fu Michele Cervellone, implicato nella congiura addebitata al frate domenicano Tommaso Pignatelli, seguace del Campanella.
Pignatelli era stato accusato di tramare per consegnare Pozzuoli ai Turchi e, secondo altri, di voler introdurre la peste a Napoli per causare la morte del Viceré e di altri personaggi, in modo da suscitare una sommossa che avrebbe agevolato la conquista di Napoli da parte dei Francesi.
Altra tappa  affascinante , la Chiesa della Madonna del Pilar, restituita al territorio all’inizio del mese di giugno: fu edificata su uno dei punti più alti del Castello, quasi come se gli Spagnoli, nel solco della loro tradizionale sentimento religioso, avessero in tal modo voluto simboleggiare la preminenza della religione su ogni attività sociale e umana. La data di costruzione è ignota, ma si potrebbe collocare intorno agli inizi del 600, in rapporto alle opere conservate, risalenti al periodo caravaggesco.
Ancora sarà possibile immergersi  all’interno del Complesso monumentale di San Domenico Maggiore in spazi e storie senza tempo: “Alle origini del Rinascimento Partenopeo”, dal 21 luglio (ore 17:30), ogni sabato, con un excursus sulle piante ed erbe medicee, che inizia nel Cortile delle Statue.
La visita, in collaborazione con in collaborazione con Doma, permetterà di conoscere un aspetto affascinante dell’arte erborista, sviluppatasi come componente medica proprio grazie allo studio delle piante da parte dei frati. Molte piante e ortaggi di uso quotidiano, sveleranno il loro lato terapeutico, sorprendendo per il loro uso e anche per i miti a essi collegati, riscoprendo così come in passato alcuni preparati sotto forma di decotti, impacchi e infusi fossero considerati cura e rimedio per quasi tutti i mali, compresi quelli matrimoniali legati a fertilità, contraccezione ed eros.
Il percorso proseguirà con la visita alle arche aragonesi: circa 40 feretri altamente decorati che raccolgono quasi l’intera casata di Aragona. Qui fu inizialmente sepolto re Alfonso V, prima di essere riportato in Spagna. Si continuerà all’interno della Sala degli arredi sacri, o del tesoro, dove sono esposti paramenti e oggetti sacri di raro valore storico, artistico e culturale, nonché i preziosi abiti dei sovrani e dei nobili napoletani rinvenuti nelle tombe.
Non poteva mancare, nella lista dei tesori da vedere, il Maschio Angioino. Dal lunedì alla domenica (per info e orari info@timelinenapoli.it), si può scegliere un itinerario tematico  che guida il visitatore in quei luoghi “segreti” del maniero di piazza Municipio. Dall’area archeologica alle terrazze del Castello, sarà possibile conoscere la storia di personaggi e eventi che hanno cambiato Napoli.
Per saperne di più
https://www.timelinenapoli.it/