A met  strada tra la saggistica e la narrativa, la giornalista Annella Prisco Saggiomo tenta con “Appuntamento in rosso” (Guida Editori, euro 10, pp. 125) la strada del romanzo tout-court, ambientando la vicenda della donna in carriera Irene Bellucci nella sua “Napoli”, gi  scenario del libro “Trenincorsa” (Kairòs Edizioni), raccolta di interviste a trenta personalit  della cultura e della politica.
Con una prosa efficace e stringata l’autrice ripropone, nella sua forma classica, il cosiddetto “romance” ovvero il romanzo sentimentale, senza operare delle contaminazioni con altri generi letterari.
Quello di Irene, ricercatrice universitaria al Suor Orsola Benincasa, per Arturo Buscaroli, è, non a caso, amore a prima vista, complice il fascino misterioso del professore che sembra celare un segreto che non verr  mai svelato. La rinuncia da parte di Buscaroli all’incarico produrr  in Irene un progressivo disinteresse per la sua attivit  di studio, sebbene la protagonista, come sottolinea Gianna Schelotto nella bella postfazione, accetter  passivamente la decisione dell’uomo, aspettando che il destino le regali un’altra occasione.
Con questo personaggio moderno e tradizionale al tempo stesso, la Prisco costruisce un’immagine di donna che un po’ le somiglia. Non mancano nella storia i riferimenti autobiografici a partire dalla scelta dei luoghi la Napoli “bene” di via Palizzi e Santa Lucia, sede degli uffici della Regione Campania dove la giovane è chiamata a svolgere un ruolo di pubbliche relazioni; Milano, simbolo di un’emancipazione che l’ha condotta ad abbandonare l’ambiente provinciale e moralista di Mercogliano per aprirsi ad esperienze e conoscenze gratificanti e, infine, Ravello, ideale cornice di eventi letterari ma anche teatro di presenze inquietanti, specchio di un irrazionale che preannuncia l’evento predetto dalla veggente.
Ogni momento speciale della sua esistenza, compreso l’ultimo, Irene lo affronta fasciata da un tallieur rosso di Dolce & Gabbana, strumento di seduzione e di una femminilit  che sceglie, tuttavia, di rivelare i propri sentimenti attraverso modalit  consolidate quanto desuete come la lettera a Buscaroli.
Contraddicendo la regola canonica dell’happy-end che caratterizza il romanzo sentimentale, la Prisco adotta un finale enigmatico illuminato dalla speranza.
Come in “Chiaroscuri d’inverno”, omaggio alla figura del padre Michele, l’attenzione ai personaggi femminili, testimoni del dissidio interiore di Irene, si accompagna alla contrapposizione fra il mondo borghese, ipocrita e salottiero, e quello popolare, schietto e generoso, a cui va la simpatia dell’autrice.
Dopo la presentazione alla Libreria Feltrinelli di Roma è prevista mercoled 21 marzo, alle ore 18.00, una prima tappa a Napoli nella lussuosa location del Reale Yacht Club Canottieri Savoia, (Banchina Santa Lucia, 13), dove, accanto alla Prisco, interverranno Ciro Cacciola, Ermanno Corsi, Lucio D’Alessandro e per il reading Mariarosaria Riccio. Per chi si fosse perso il “primo” appuntamento in rosso, il secondo è d’obbligo.

In foto, la copertina del libro