Una citt  che si fa museo, il cuore pulsante di una citt  che si lascia guardare, vivere, in quelle che sono le sue qualit  artistiche e culturali cinque differenti siti museali, distanti poche centinaia di metri, aperti contemporaneamente per la stessa causa. un caso unico nelle esposizioni urbane ed un’occasione altrettanto unica di riscatto per la citt  di Napoli, una mostra che ha l’obiettivo di promuovere e di valorizzare un patrimonio artistico e culturale tra i più belli e più importanti del mondo, la mostra dal titolo “Le Meraviglie del Tesoro di San Gennaro Le pietre della devozione”.

Organizzata dal Museo del Tesoro di San Gennaro, con la collaborazione del Ministero per i Beni e le Attivit  Culturali, della Sovrintendenza del Polo Museale di Napoli e con l’alto Patronato del Capo dello Stato de della Presidenza del Senato, la mostra (inaugurata venerd 8 aprile ed aperta fino al 21 giugno) si presenta come una grande opportunit  di rilancio per l’immagine di Napoli, che sar  protagonista di un evento di eccezionale importanza. Infatti, per la prima volta nella storia, le opere più prestigiose che nell’arco di sette secoli hanno formato il leggendario Tesoro di San Gennaro, uno dei più ricchi, grandi ed importanti del mondo, saranno esposte nelle sale del Museo del Tesoro di San Gennaro e in altre strutture dall’eguale, immenso valore artistico, come il Museo Diocesano, il Complesso Museale dei Girolamini, l’Archivio storico del Banco di Napoli, la Cappella di San Gennaro.

21.720 capolavori in argento, legno, oro, madreperla, tessuti preziosi e quadri; 13 maglie in oro massiccio, 700 diamanti, 276 rubini, 92 smeraldi nella collana del 600 più ricca al mondo; 3964 pietre preziose tra diamanti, rubini e smeraldi, nella Mitra d’Amalfi (considerata la più bella del medioevo europeo); 54 statue d’argento massiccio nella più importante ed intatta collezione d’argento esistente al mondo. Questi i numeri di un tesoro costruito in sette secoli di donazioni di papi, imperatori, re, sovrani, uomini illustri ed uomini comuni e che, per merito dell’antichissima istituzione della Deputazione della Real Cappella di San Gennaro, nata per un voto della citt  nel 1527, è intatto non avendo mai subito n spoliazioni, n furti, n finanziato guerre. Un tesoro superiore per vastit  ed importanza, a detta dell’equipe di gemmologi e storici dell’arte che per tre anni hanno indagato sulle gemme, a quello della Corona d’Inghilterra e dello Zar di Russia, i cui “pezzi forti”, sono indubbiamente le “Dieci Meraviglie”, ci i gioielli più preziosi donati al santo una collana in oro, argento e pietre preziose (di Michele Dato, 1679 più aggiunte fino al 1879); una croce in argento e coralli (dono della famiglia Spera, 1707); una mitra in oro, rubini, smeraldi e brillanti (di Matteo Treglia, 1713); un calice in oro, rubini, smeraldi e brillanti (di Michele Lofrano, orafo di corte, commissionato da Ferdinando di Borbone, 1761); un ostensorio in argento e rubini (dono di Gioacchino Murat, 1808); una pisside gemmata in oro, rubini, zaffiri, smeraldi e brillanti (dono di Re Ferdinando II, 1831); un ostensorio in oro, pietre preziose, perline e smalti (dono di Maria Teresa d’Austria, 1837); un calice in oro zecchino (dono di Papa Pio IX, 1849); una croce episcopale in oro, smeraldi e brillanti (dono di Re Umberto I e Margherita di Savoia, 1878); una pisside in oro corallato e malachite (dono di Umberto di Savoia, 1931).

Una vera e propria cascata di oro, diamanti e smeraldi fra i più rari e puri al mondo, omaggio a San Gennaro della popolazione napoletana, di papi, di regnanti, ma, soprattutto, simbolo di un legame tra la citt  di Napoli ed il suo Santo patrono, pressoch totale, di assoluta identificazione, perch parlare di San Gennaro è parlare di Napoli e pensare a Napoli è pensare a San Gennaro, proprio come vuole questa mostra per vivere San Gennaro, ma in particolare, vivere Napoli.

In foto, la Mitra