L’incontro artistico tra immagini e suoni, immaginazione e realt  sono gli ingredienti della mostra di Antonio de Rosa “Piani in equilibrio”, installazioni ed acquerelli, inaugurata il 2 aprile e aperta al pubblico fino al 30. Piccolissimi pianoforti, miniature bianche e nere sospese come nell’aria si alternano a sculture a grandezza naturale di questo affascinante strumento, protagonista indiscusso della mostra.
Nella cornice dello spazio museale della chiesa di San Severo al Pendino di via Duomo 286, il pianista accoglie i visitatori con grande cordialit . Negli spazi forse un po’ bui si scorgono le installazioni. Tra il gorgoglio dell’acqua che scende tra un pianoforte e l’altro, si ode una musica un po’ tetra che intristisce l’animo.
Per fortuna un simpatico vernissage ci solleva l’umore. Intorno all’altare si alternano gli acquerelli dai colori tenui e un pianoforte con le mani spezzate, quasi a voler sottolineare l’incomunicabilit  del presente. Un pianoforte sospeso a tre metri di altezza sembra allontanarsi da noi in dimensioni senza limiti. Strumenti espressivi diversi comunicano una creativit  senza vincoli, libera di esprimersi.

Per soddisfare alcune curiosit  rivolgiamo qualche domanda all’autore
Nelle sue creazioni è la musica che incontra le immagini o viceversa? Come è avvenuto questo connubio?
Dunque, io sono principalmente un insegnante di pianoforte da circa trent’anni, oltre ciò sono musicista e pianista. Ho insegnato da sempre e da bambino avevo la passione per la pittura e il disegno. Passione che mi ha accompagnato nel mio percorso professionale. Pittura e musica sono stati due percorsi paralleli, anche se lo studio del pianoforte è diventato un percorso che è sfociato nell’attivit  professionale vera e propria e meno dilettantistica della pittura.

Come ha coniugato scultura e pittura?
Nel corso della mia carriera le due forme espressive legate l’una alla musica, l’altra alla pittura si sono arricchite a vicenda, nel senso che la musica migliorava in maniera proporzionale con la mia espressione artistica.

Come si evolve nel tempo il suo percorso artistico?
Negli ultimi cinque anni gli elementi espressivi musicali e pittorici non sono più separati, si sono uniti in un’unica forma espressiva

Da dove nasce l’idea?
Uso il pianoforte come linguaggio non solo come strumento. stata una scoperta anche per me.

La scelta della sede, la Chiesa di San Severo al Pendino, è stata dettata da motivazioni precise o è stata casuale?
Volevo fare qualcosa a Napoli. La sede del Pendino non è molto prestigiosa; secondo alcuni viene concessa facilmente dalla Sovrintendenza. Avevo però bisogno di ambienti ampi. Il risultato è stato davvero suggestivo. Le sculture si sono inserite molto bene nello spazio di questa chiesa ormai sconsacrata. I marmi, le luci hanno dato un valore aggiunto all’istallazione.

Le sue installazioni parlano di equilibri. Crede che oggi l’equilibrio si sia perso completamente?
una domanda troppo difficile, ma lascio a voi una probabile risposta.

In una delle pagine web del suo sito si legge Napoli… dov’è Napoli… Secondo lei dove è finita la citt ?
Napoli per me ormai è solo nel sogno. La guardo da lontano. La realt , purtroppo è ben diversa.
Napoli ha grandissime potenzialit , nasconde un grande fervore, che però non riesce ad emergere, per le innumerevoli difficolt  che sono sotto gli occhi di tutti.

Che cosa pensa si dovrebbe fare per avvicinare il mondo dell’arte ai giovani?
I giovani non si avvicinano alla musica d’arte perch non la conoscono, anzi non la riconoscono. Non c’è, soprattutto al sud dell’Italia, la cultura per il genere classico. Il problema è legato all’intraducibilit . Quando non conosci qualcosa sei spaventato e quindi ne prendi le distanze. Ma è una grande perdita. Certo negli ultimi tempi, grazie anche alle numerosissime iniziative musicali messe in campo da Enti e Associazioni, qualcosa sta accadendo. Una certa curiosit  per la musica colta sta nascendo.

La musica d’arte oggi è appannaggio di un target over 50. Come si può abbassare l’et  media di chi si accosta a questo genere?
Bisogna partire da una sana abitudine all’ascolto e anche all’educazione. La musica deve essere sempre un piacere. Alle volte questo piacere si trasforma in inibizione per qualcosa di troppo lontano e sconosciuto.

La tecnologia si può coniugare con l’arte?
Non ho un buon rapporto con le nuove tecnologie, mi piace lavorare con le mani, segare, affinare…

I suoi progetti futuri in quale direzione andranno?
Voglio innanzitutto riprendere a suonare, perch è da febbraio che i preparativi della mostra mi tengono lontano dal piano. Continuerò a mescolare generi diversi, tanta musica e poesia, oltre alle immagini.

Piani in equilibrio di Antonio de Rosa
Chiesa di San Severo al Pendino
Via Duomo 286
Fino al 30 aprile

Nelle immagini, l’allestimen to in mostra