Il Primo non ce la fa più. Esordisce con queste parole Arnolfo Petri, direttore artistico del teatro di Viale del Capricorno, in una affollata conferenza stampa di presentazione della stagione teatrale 2012/2013, al caffè letterario Intramoenia di Piazza Bellini.
Istituzioni insensibili al grido per ottenere una sede che non arriva (il teatro è minacciato da sfratto), eppure richiesta al primo cittadino. Un teatro autoprodotto, senza sovvenzioni n contributi, regge con la sola bigliettazione. Insomma, un teatro di resistenza che dopo 15 anni non vuole chiudere definitivamente il sipario.
Dodici spettacoli, da ottobre a maggio, un percorso dentro i confini del teatro europeo.
Si inizia il 18 ottobre con “Le Mani aperte” proprio con Arnolfo Petri.
Un viaggio di andata e ritorno all’inferno attraverso i ricordi, o forse, i fantasmi di una vita, quella di Paolo, un professore di musica tornato a Napoli, nella sua vecchia casa, ormai deserta, alla disperata ricerca di se stesso e della “verit “.
Scritto da Roberto Russo e liberamente ispirato ad “Alexis”, romanzo d’esordio di Marguerite Yourcenar, un dolente monologo che diventa parte stessa del protagonista.
Si continua con ‘L’amante” di Harold Pinter (8-11 novembre), con Antonio Speranza e Antonella Valitutti, regia di Licia Amarante.
Segue “Oedipus” (15-18 novembre) tratto da “La macchina infernale” di Jean Cocteau.
Dal 22 novembre al 2 dicembre è la volta di Lino D’Angiò con il suo spettacolo “Da grande voglio fare il Sindaco”. Felice intuizione del comico napoletano che in una virtuale passeggiata sul lungomare liberato sprigiona quello spaccato ironico e divertente su vizi e difetti della nostra societ  contemporanea attraverso personaggi come Bassolino, Iervolino, De Luca e De Magistris, all’insegna del motto”Per conoscere i cittadini si deve cominciare dal primo”.
E poi ancora “Il servo di Byron” (6-16 dicembre), con Roberto Azzurro, “La zia di Carlo” (20 dicembre-20 gennaio), con Rosario Ferro, “Zitto” (24-27 gennaio), di nuovo Arnolfo Petri con “Come Evita, più di Evita, mi amerò” (31 gennaio-17 febbraio), “Otello” di William Shakespeare con Antonio Buonomo (28 febbraio-10 marzo), “Non è Francesca, da Rimini” con Mario Aterrano e Oscarino Di Maio (14-24 marzo), l’abbattimento della cosiddetta quarta parete, il teatro nel teatro e non ultima la scena che si svolge tra la platea e il palco.
Chiudono “Sarto per Signora” (4-28 aprile) con Rosario Ferro e “Sogno di una notte d’estate” (2-5 maggio) per la regia di Gianni Sallustro.
Infine, per il secondo anno consecutivo, vi saranno tre rappresentazioni della rassegna “sipari d’emergenza”, teatro sperimentale fatto da giovani esordienti “Vita da artisti” di Fernando Passiante (22-24 febbraio), “Binari” di Fabio Pisani (10-12 maggio) e “Remakeangeli allo sbaraglio” (17-19 maggio) di Biagio e Salvatore Romano.
La proposta del “Primo” è un viaggio nella drammaturgia contemporanea che resiste agli anni (che passano) e ai colori della vita (che sbiadiscono), un teatro di impegno civile che affronta temi forti come la solitudine e la ricerca della verit , l’omosessualit  e l’omofobia, la fragilit  umana, ma anche il divertimento, l’amore, trame amorose con mnage   trois.
Insomma, vale la pena “resistere”.
Nelle foto, in alto, Petri "Le Mani aperte"; in basso, L’amante e Edipo