In viaggio, sul filo della memoria, Carmine Rezzuti e Quintino Scolavino ancora una volta protagonisti di un’avventura in cui il percorso si divarica in una doppia possibilit  di racconto. Questa volta ad accoglierli sono gli spazi del PAN di Napoli in cui sar  possibile visitare la mostra fino al 7 aprile 2014. “La memoria è quella che viene prima” è il titolo dell’evento che apre la mente a molteplici interpretazioni la memoria come monito all’attenzione verso il ricordo; come tirare le somme rispetto alla propria dimensione e operato artistico; come memoria arcaica, che non ha uno spazio e un tempo definiti e in quanto tale è memoria del presente.
Rezzuti e Scolavino, sulla scena contemporanea dagli anni Settanta, hanno artisticamente vite parallele che si incrociano, si intersecano facendosi promotori di una concezione "collettiva" dell’esperienza artistica come esito di un linguaggio comune che si manifesta anche attraverso la partecipazione a gruppi, eventi collettivi come "Orologio ad acqua". E pur tuttavia restano distinte le individuali peculiarit , i loro linguaggi, in comunicazione ma non in fusione.
In Scolavino è indubbio il fondo culturale e iconografico da cui trae origine il suo lavoro, ovvero la sua citt , in un rapporto non sempre disteso ma piuttosto incline alla polemica. Nelle sue “Macchine per giocare” sono presenti, in forma reale o dipinta, piccoli ingranaggi, gli stessi che muovono i giocattoli e che rimandano alla meccanicit  di un uomo calato in un contesto di ambiente meccanico, quello in cui vive. In altre opere è imperante la zagaglia, un’arma presente in differenti civilt  sin dal Paleolitico. La zagaglia di Scolavino rimanda al gesto del cacciatore, del guerriero, alla memoria del suo ancestrale ricordo ma anche al gesto fulmineo con cui l’artista è capace di cogliere il segno. Diverso è il mondo di Rezzuti, fatto di tanti pezzi di legno plasmati dal mare e poi raccolti, restituiti a nuova vita, dal vegetale all’animale; a predominare nella sua produzione è proprio l’elemento animale che assume la funzione di totem.
Emblematica è l’installazione “A volo d’uccello” presentata per la prima volta al Museo Archeologico Nazionale in una soluzione che si discostava dal progetto originario per inserirsi in dialettico confronto con l’antico ed è qui riproposta nella sua versione autentica un centinaio di uccelli ricavati da legni marini che dal muro si protendono elasticamente in avanti, verso lo spettatore.

Gabriele Frasca, curatore della mostra, Giancarlo Alfano, Enzo Battarra, Nino Daniele, Patrizia di Maggio, Dario Giugliano, Mimmo Grasso, Bernardina Moriconi, Flavio Pascapè, Mario Persico, Mimma Sardella, Stefano Taccone, Angela Tecce.

Negli scatti di Nando Calabrese, l’inaugurazione della mostra al Pan

PAN – Palazzo delle Arti
Via Dei Mille 60, Napoli
Info e contatti
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