Un’altra libertà. È quella di sottrarsi alle scelte della società che in realtà costringono e imprigionano nelle regole di conformismo e apparenza, scegliendo, invece, di seguire il proprio pensiero. È quell’altra libertà che gli artisti trovano nelle loro visioni creative e che dà il titolo alla mostra curata da Siria Bottazzo a Palazzo De Lorenzo in via Mory, 1, a Galatina ( in provincia di Lecce).

Emilio D’Elia,”Abitante sereno”. In alto, “Solitudine” di DDt Art

Al centro del percorso espositivo, le opere di cinque autori: 4 salentini (Emilio d’Elia, Pantaleo Musarò, Mario Schiavone, Giuseppe Zilli) e un partenopeo (Giuseppe Lucio Labriola, ovvero DDT Art). Un quintetto che la curatrice ha individuato sulla traccia di emozioni suggerite da uno sguardo libero da condizionamenti.
E quanto sia necessaria quest’altra libertà lo ha dimostrato proprio la pandemia che ha privato all’improvviso tutto il mondo di quella capacità di muoversi nello spazio, sottraendole all’improvviso ciò che sembrava scontato. Ballare, camminare, cenare, sorseggiare l’aperospritz, affondare nel proprio individualismo e nella bolla di una ristretta cerchia, con rituali cui sembrava incredibile dover rinunciare.

Pantaleo Musarò, “Aria di libertà”


Il Corona virus ha reso impossible persino inaugurare questa mostra prima di sabato 19 giugno: dopo rinvi imposti dal distanziamento, l’opening ci sarà (finalmente) in questo weekend, alle 19.30.
Cinque ambienti separati, ma comunicanti lasceranno ai lavori la possibilità di un respiro autonomo, connesso, comunque, con gli altri.
Partiamo dal napoletano Labriola che abbiamo imparato a conoscere negli anni per la sua calamitante forza espressiva e profetica, ambientata in un mondo in cui l’umanità deve prendere atto del proprio fallimento e reinventarsi, riciclando i detriti di quello che è stata. Ricucendosi addosso un nuovo ruolo negli anni che verranno. E svelando verità, tra pezzi di mondo putrefatto.
Sole e spaesate, le persone riaffiorano come (malconci) replicanti umani, da una vita già vissuta e consumata in uno sfrenato egoismo di consumi. Una scintilla di gentilezza nello sguardo già devastato dall’avidità del dominio le spinge, però, a immaginare nuovi orizzonti, lasciando intravedere la possibilità di camminare oltre le macerie di un’Apocalisse.

Mario Schiavone, “la vertigine dell’attesa”

Dalla Puglia, ci viene incontro la costellazione poetica di Emilio D’Elia che crea dimensioni affascinanti dove la figura continua a essere centrale, proiettata tuttavia nell’infinito: qui, la luce crea intrecci magnetici e configura l’equilibrio di misteriosi cosmi.
Pantaleo Musarò sigilla la libertà in un’installazione che è trittico di elementi: tra questi, una boccetta che la propone con tanto di etichetta.
Mentre Mario Schiavone punta sulla tensione estetica e spiritale del corpo femminile: le donne rannicchiate mostrano tutta la potenzialità della loro energia, come se fossero concentrate nello sforzo di liberarsi da pesi quotidiani, pronte a riafferrare la loro vitalità. Nell’abbraccio armonico con l’universo.
Giuseppe Zilli offre, infine, nella fiamma viva all’interno delle gabbie una via d’uscita dagli schemi in cui noi stessi ci siamo fatti imprigionare.
Anche nella disperazione estrema si fa strada un bagliore dagli esiti sorprendenti. Come questa mostra proposta da Siria Bottazzo che conferma come l’arte possa diventare ossigeno nell’imprevisto dell’emergenza.
©Riproduzione riservata

Giuseppe Zilli, “Ingabbiati”

LA MOSTRA
Un ‘altra libertà
19 giugno- 18 luglio
collettiva a cura di Siria Bottazzo
Emilio d’Elia, Giuseppe Lucio Labriola, Pantaleo Musarò, Mario Schiavone, Giuseppe Zilli
Per saperne di più
tel.3339567436



RISPONDI